Castrocielo, notificati gli avvisi di conclusione indagini ai sei indagati per la morte di morte di Rudy Colantonio e Antonio Russo

Il terribile incidente dovuto alla caduta di un pino sulla smart dei due giovani risale al 29 ottobre del 2018

Nei giorni scorsi i militari del Nucleo Investigativo di Polizia Ambientale Agroalimentare e Forestale (N.I.P.A.A.F.) del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone, hanno notificato gli avvisi di conclusione indagini, emessi dal PM della Procura della Repubblica di Cassino Dr. De Franco Emanuele, nei confronti di sei soggetti, ai quali viene contestato il reato di omicidio colposo per non aver impedito il verificarsi della morte di Rudy Colantonio e Antonio Russo.

Come noto, il 29/10/2018, mentre si trovavano a bordo di una Smart, al Km 124 della SR 6 “Casilina” nel territorio del Comune di Castrocielo Rudy Colantonio e Antonio Russo persero la vita a causa del cedimento di un albero che si schiantò sulla loro autovettura. Le complesse indagini, affidate al N.I.P.A.A.F. di Frosinone, hanno accertato che l’albero (un Pinus pinea, cd. Pino domestico) era effetto da gravi ed evidenti difetti morfostrutturali, consistenti in radici strozzanti sull’intera circonferenza del fusto e dal deterioramento del legno sul 34% della sezione trasversale dello stesso. Per tali motivi, l’albero avrebbe dovuto essere abbattuto con urgenza.

Di fatto però, pur conoscendo il cattivo stato in cui versava l’albero, sia i responsabili dell’ente comunale, sia i rappresentanti della società che aveva in gestione le strade regionali, nonché della società alla quale era stato appaltato il servizio di vigilanza e pronto intervento sulla rete viaria non si sono mai adoperati per evitare il pericolo per l’incolumità pubblica derivante da un suo eventuale cedimento. In particolare i militari hanno verificato, dall’analisi della documentazione acquisita e dalle testimoniante di persone informate sui fatti, che i rappresentati comunali, conoscendo lo stato di pericolo non solo dell’albero caduto, ma anche di altri presenti sul tratto viario, lo segnalavano alla società, senza mai risolvere direttamente il problema, pur essendo obbligati a farlo.

Dal canto suo la società di gestione alla quale il pericolo era stato segnalato, non interveniva sulla pianta per eliminare tale pericolo. Dalla documentazione, inoltre, non sono emersi interventi puntuali da parte della società deputata al servizio di sorveglianza e di pronto intervento stradale. Tali omissioni non hanno consentito di evitare che il cedimento dell’albero sull’autovettura che trasportava Rudy Colantonio e Antonio Russo ne provocasse la morte. Il sindaco Filippo Materiale è difeso dall'avvocato Gianrico Ranaldi mentre i titolari della ditta esterna dall'avvocato Sandro Salera.

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