Cervaro, il sindaco D'Aliesio si sospende dopo la revoca del Prefetto

In una nota ufficiale il primo cittadino parla di "scelta dettata anche dal profondo rispetto verso la magistratura"

Angelo D'Aliesio, il sindaco di Cervaro, si è auto sospeso. In una nota stampa ufficiale il medico e primo cittadino parla di "scelta sofferta ma dettata anche dal profondo rispetto per la magistratura fino a quando non sarà pienamente chiarita la mia estraneità ai fatti. Non ho deciso di dimettermi perchè nutro altrettanto rispetto verso la cittadinanza di Cervaro che, democraticamente, mi ha eletto". La decisione è stata presa in mattinata dopo che ieri sera il prefetto di Frosinone, Ignazio Portelli, aveva revocato il provvedimento di sospensione preso nei giorni successivi all'arresto del primo cittadino accusato di corruzione e turbativa d'asta. 

L'inchiesta

L'indagine 'malaffare' che ha anche portato all'arresto di due assessori Gino Canale e Vincenzo Ricciardelli e del tecnico comunale Enzo Pucci, ha consentito di scoprire una serie di gravi illeciti che i quattro rappresentanti dell'amministrazione pubblica avrebbero commesso unitamente all'imprenditore Alfredo Coratti, titolare della 'Tac Ecologica', l'azienda che si occupa della raccolta dei rifiuti solidi urbani in paese. Anche Coratti è finito agli arresti.

L'appalto

La Procura di Cassino e gli investigatori del Nipaf del Gruppo Carabinieri Forestali di Frosinone (coordinati dal maggiore Vito Antonio Masi e diretti dal colonnello Giuseppe Lopez) attraverso delle intercettazioni telefoniche prima e dei riscontri oggettivi poi, hanno portato alla luce un appalto ritenuto truccato, quello affidato dalla 'Tac Ecologica' in cambio di danaro e di posti di lavoro durante la campagna elettorale per il rinnovo del consiglio comunale del 2017.

Il Gip

Nei giorni scorso il Gip del tribunale di Cassino, Francesco Armato, aveva revocato gli arresti domiciliari per il sindaco D'Aliesio e per gli altri tre. Una decisione questa che non è stata condivisa dal magistrato Emanuele De Franco che ha immediatamente presentato ricorso. Il collego difensivo dei cinque indagati è composto dagli avvocati Sandro Salera, Paolo Marandola, Giuseppe Di Mascio e Giampiero Vellucci.

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