Cibo scaduto e latte allungato con l'acqua ai neonati ospiti di un centro profughi, ex operatori denunciano scandalo alla Polizia

La vicenda, oggetto di una delicata indagine per i reato di truffa e maltrattamenti, è stata raccontata sulla pagina di un social: il post in poche ore è diventato virale

Il post ora al vaglio della Polizia

Ha raccontato episodi sconcertanti: bambini e neonati costretti a mangiare latte allungato con acqua. Cibo scaduto o di pessima qualità proveniente da un agriturismo della zona. E poi ancora maltrattamenti a danno di profughi ed operatori che si rifiutavano di mettere in atto punizioni inesistenti o cucinare prodotti malsani. Un post-denuncia quello pubblicato sui social da un giovane residente a Cassino, ex operatore di una casa di accoglienza per immigrati con sede a Roccasecca ma gestita da una cooperativa molisana. Uno sfogo che è divenuto virale e che non è passato inosservato alla Polizia di Stato. L'ex dipendente, unitamente ad altri quattro colleghi che hanno anch'essi denunciato, è stato convocato in commissariato e 'nero su bianco' a riferito di quanto accadrebbe in diverse strutture di accoglienza del Cassinate.

Il testo del post denuncia

"Sto aspettando da questi signori lo stipendio di giugno, luglio ed agosto - scrive l'ex dipendente -. Sto parlando della cooperativa Molise Vacanze che gestisce il centro in via Ponte La Pietra. Invito i miei ex colleghi a dire la loro. Ci veniva chiesto dai responsabili delle strutture di allungare il latto con l'acqua e di darlo anche alle donne incinte ed ai neonati. Ricordo che arrivò una bambina siriana mal nutrita, di cinque o sei anni. Il sottoscritto si faceva carico dell'acquisto di omogenizzati e biscotti. Per i responsabili la bambina avrebbe potuto mangiare le schifezze che davano agli adulti".

Le indagini della Procura e della Polizia di Stato

Episodi gravi e di grande impatto umano che hanno attirato l'attenzione della Polizia. L'ex operatore è stato quindi convocato e dopo una lunga serie di domande a cui avrebbe risposto in maniera chiara e dettagliata, su consiglio del suo legale, l'avvocato Antonella Ricci, ha firmato il verbale di deposizione-denuncia. Questo ha consentito agli investigatori del vice questore Alessandro Tocco, dirigente del commissariato di Cassino, di poter aprire un'indagine.

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