Crisi Umbria Mobilità, anche due ciociari nel mirino della Guardia di Finanza

Maxi sequestro di oltre 8 milioni di euro ai principali responsabili della crisi finanziaria di Umbria Tpl e Mobilità

Due imprenditori ciociari sono finiti nel mirino della Guardia di Finanza di Perugia per la crisi finanziaria che ha colpito Umbria Tpl e Mobilità. M.C. e V.F., entrambi di Ferentino sono i destinatari, assieme ad altri due soggetti, del provvedimento dil sequestro di beni per un valore complessivo superiore agli 8 milioni di euro. Come riportato da PerugiaToday: Il sequestro, spiegano dalla Finanza di Perugia, "è in corso di svolgimento nei confronti dei componenti di un’associazione a delinquere finalizzata alla corruzione, all’induzione indebita a dare o promettere utilità ed alla bancarotta fraudolenta, ritenuta responsabile della grave crisi finanziaria che ha colpito Umbria Tpl e Mobilità".

Sono quattro i destinatari del provvedimento, individuati, spiega ancora la Finanza, tra coloro che hanno rivestito ruoli chiave all’interno della società umbra e di due società di Roma, che gestiscono, tuttora, parte del trasporto pubblico romano.

Il sequestro e gli avvisi di garanzia è l’epilogo dell'indagine avviata dalla Procura della Repubblica di Perugia nel 2015 e che aveva già portato, l’anno successivo, ad un altro sequestro preventivo di 6 milioni di euro sul conto della tesoreria della Regione Umbria. "All’epoca - sottolinea la Finanza - , erano state riscontrate delle irregolarità nella comunicazione dei dati inviati all’Osservatorio del Trasporto Pubblico del Mit, volte ad ottenere l’erogazione della quota annuale del fondo nazionale trasporti".

Nel 2017, secondo la ricostruzione della Guardia di Finanza, il titolare di un’azienda di autotrasporti sull’orlo del fallimento racconta alla Procura e agli investigatori "oltre 20 anni di elargizioni, destinate ad un ex dirigente di Umbria Tpl e Mobilità e ai suoi “contatti romani”: ingenti somme di denaro contante (fino a 9.000 euro mensili), bonifici giustificati tramite false sponsorizzazioni a società sportive, retribuzioni legate a fittizie assunzioni di familiari e conoscenti, utilizzo a titolo gratuito di auto di lusso (Bentley, Porsche, Mercedes, Audi, Bmw, ecc.) e cessioni di partecipazioni societarie".

La vicenda, ricostruita dal personale del Nucleo di Polizia Economico – Finanziaria di Perugia attraverso acquisizioni documentali, testimonianze e indagini finanziarie, ha portato alla luce rapporti definiti "anomali" tra Umbria Tpl e Mobilità e le società consortili romane, che, secondo la Finanza, ha determinato, nel tempo, un danno erariale di circa 45 milioni di euro, come accertato nel 2017 dalla locale Procura Regionale della Corte dei Conti"

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