Cassino, il tour virtuale di Dragonetti: la fotografia delle mancate promesse e del degrado sociale

L'esponente dei 'Popolari per l'Italia' riepiloga un anno di attività della giunta D'Alessandro e rilancia proposte che puntano a sostenere economia e turismo

Niki Dragonetti

Una fotografia in bianco e nero della città di Cassino, quella scattata virtualmente da Niki Dragonetti in una lunga riflessione diramata alla stampa. Un'immagine che è lontana anni luce dalla 'città che vorremmo', uno dei tanti progetti che a Cassino non sono mai partiti. L'esponente provinciale de i 'Popolari per l'Italia' ha focalizzato in dieci punti quali sono gli aspetti trascurati dalla Giunta presieduta da Carlo Maria D'Alessandro e che avrebbero offerto ai cittadini una vivibilità quotidiana di gran lunga migliore. "Dal centro alle periferie non c'è un solo aspetto che sia gradevole o utile al bene comune - spiega Dragonetti -. Per questo voglio effettuare, sottobraccio e virtualmente, un tour con voi lettori. Una camminata che inizia dalla frazione di Caira dove ancora, i residenti, sono in attesa del prolungamento di via Terelle con via del Pozzo. Questo per dar vita ad una vita parallela a Corso San Basilio e quindi agevolare il deflusso del traffico. I bambini della scuola elementare di Caira non hanno una palestra coperta mentre in piazza Ottorino Del Foco i cittadini di Caira attendono la rimozione dei paletti che vietano l'accesso. La piazza è pubblica e non dell'Ater. Lasciando Caira prendiamo la via che porta al quartiere San Bartolomeo dove ancora una volta ad essere penalizzati sono soprattutto i bambini. Qui, infatti, non esiste un'area giochi, non esisteno fermate autubus con pensiline e soprattutto non è dato sapere se il Comune ha verificato agibilità edifici popolari in stretta collaborazione con l'Ater. Il discorso delle zone di Sant'Angelo, Fontana Rosa e San Cesareo meriterebbe un capitolo a parte ma per il momento mi limito a segnalare ciò che ancora non è stato fatto: il ripristino della viabilità di alcune traverse interne e area vicino opere compensative Tav. Vere e proprie mulattiere e non arterie di congiungimento. Strade in alcuni casi trasformate in discariche a cielo aperto. La zona circostante il depuratore Cosilam, volendo puntare l'attenzione verso via Cerro e via Solfegna Cantoni, dovrebbe essere attenzionata h24 da questa amministrazione: non solo per le carenze del depuratore industriale che continua ad inquinare le falde, con gli sversamenti da travaso, ma perchè in zona insiste l'ex Marini (una vera e propria bomba ecologica ad orologeria) e la Fiotech. Questa parte di città forse è stata 'eletta' a pattumiera ma i residenti non lo sanno? In ultimo, ma non per questo meno importante, il nostro tour virtuale, tocca il centro di Cassino dove manca in piano traffico, dove mancano vigili urbani e sicurezza, dove sono assenti in molti punti, le telecamere di videosorveglianza, dove la raccolta differenziata è un vero e proprio scempio per gli occhi dei turisti, dove la Villa Comunale da giardino e salotto è divenuta un acquitrinio ritrovo di malviventi e spacciatori. I turisti passeggiano per le vie del centro? Non credo questo sia possibile perchè non esiste più alcuna attrattiva: l'historiale chiuso, la Rocca Janula chiusa e inagibile, le sorgenti del Gari dietro la chiesa Madre diventate una pattumiera senza decenza, marciapiedi sporchi di defecazioni canine e umane, fetore ammorbante di urina proveniente dai marmi di piazza Labriola e da quelli sotto i portici. La disinfestazione avviene solo su carta. Questo impedisce ai commercianti di poter offrire attrattive e iniziative di spessore. Per questo sarebbe opportuno applicare un pacchetto di sgravi fiscali per gli esercenti del centro e della periferia. Un modo sano e giusto per investire nel turismo partendo dal lavoro di squadra. Turismo per tutti e non guadagno per pochi eletti".

I punti di forza della città

La Villa Comunale e bonifica dei percorsi esistenti lungo le sponde potrebbero essere la nuova linfa per un'economia piegata dalla crisi e dall'incapacità di questa amministrazione. Per questo si renderebbe un'azione di ripristino degli aspetti primari di quella che fino a qualche anno fa era un'oasi di pace e di verde. Il parco urbano, quello che dalla villa comunale arriva fino alle terme varroniane, in un trionfo di acque limpide e natura, era fino ai mesi antecedenti il bombardamento di Cassino un'area destinata ad orti ed attivita di itticoltura. Soltanto attraverso il ripristino della primigenia rete di fossi scolanti e canali irrigui si può provvedere a trasformare la villa comunale in giardino pubblico ove attrezzare il vivaio comunale e una lunga serie di orti urbani. L'attuale patrimonio arboreo, per lo più di alberi spontanei e tigli piantati andrebbe gradualmemte sostituito con specie arboree previste dai piani territoriali regionali. Inoltre andrebbero censite e conseguentemente bonificate le reti di scolo e scarichi domestici che in modo improprio cinfluoscono nelle sorgenti del Gari.

Il sito archeologico Casinum e parco regionale di Montecassino

E' strettamente necessario, per far decollare anche questa nostra altra perla di turismo, un protocollo d'intesa tra gli enti preposti alla gestione e tutela.delle.realtà in oggetto al fine di abbattere i limiti di transito e fruibilità delle aree tutelate. Il nodo strategico può essere il teatro romano già dorato di infrastrutture di ricezione come il parcheggio. Dall'area dismessa demominata ex Villa Petrarcone si può ripristinare la rete di sentieri che conducono all'abbazia e i luoghi che hanno interessato il secondo conflitto mondiale. Si potrebbe pensare di sfruttare le aree comunali per il ripristino di coltivazioni tradizionali quali olivo, vigna, legumi, rovi da frutto e patate con il supporto tecnico scientifico dell'Istituto Agrario e Alberghiero. Il tutto per una profonda e consapevole conoscenza del territorio. Questo il mio progetto di rilancio della nostra città, della nostra terra. Ho volutamente tralasciato i simulacri stranieri e l'ex colonia Solare. Intanto puntiamo al rilancio concreto. Il resto deve essere un contorno ben definito di un progetto che darà lustro e benessere economico a Cassino ed ai suoi abitanti.

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