Estorsione con botte e minacce, arrestati quattro rom (video)

Il titolare di una sala slot di Frosinone per porre fine alle ritorsioni avrebbe chiesto protezione al clan Spada. Nella tarda mattinata è arrivata la precisazione dell'avvocato Tozzi che esclude ogni tipo di rapporto con il gruppo di malviventi di Ostia

il vice questore Bianchi

Botte, minacce, consumazioni gratuite e danaro prelevato dalla cassa per poter giocare alle slot machine. Quattro uomini, tutti di etnia rom e residenti a Frosinone, per mesi hanno vessato con il loro atteggiamento violento, il titolare di una sala gioco situata nella parte bassa del Capoluogo. Un modus operandi che non si è fermato, se non per qualche settimane, neanche davanti alla presenza di un componente del clan Spada di Ostia al quale l'imprenditore, tramite il cognato, aveva chiesto protezione

Le indagini

Con lo smembramento del gruppo romano la situazione dell'imprenditore è precipitata fino al punto di dover subire anche minacce di morte. Questo ha indotto lo stesso a rivolgersi agli investigatori della Squadra Mobile di Frosinone che hanno avviato una delicata e discreta attività di osservazione e controllo. Ore di intercettazioni telefoniche e riprese video che hanno dato conferma al racconto della vittima.

Le richieste di arresto

Il fascicolo aperto dal procuratore capo di Frosinone Giuseppe De Falco è poi sfociato in una richiesta di custodia cautelare emessa dal Gip Antonello Bracaglia Morante, a carico di quattro persone, tutte residenti a Frosinone, di etnia rom e con precedenti penali specifici. La notte scorse il personale della Squadra Mobile della Questura, diretto dal vice questore Carlo Bianchi, ha eseguito gli arresti. I quattro rom hanno ottenuto il beneficio dei domiciliari.

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La precisazione dell'avvocato

In merito ai quattro rom arrestati per estorsione ai danni di un locale ubicato in via Gaeta a Frosinone, il legale difensore Luigi Tozzi ha dichiarato che: "in merito ai presunti rapporti tra gli indagati e gli appartenenti del clan di Ostia non vi è alcun tipo di rapporto trattandosi di situazioni e circostanza completamente distinte. Tale precisazione appare opportuna poichè qualcuno aveva propinato una sorta di legame tra gli indagati ed il clan di Ostia ". Il legale ha, inoltre, dichiarato che "Non c'è alcun legame processuale che possa in qualche modo affiancare anche minimamente gli indagati con  l'organizzazione malavitosa che operava sul litorale romano". 

La decisione del GIP

Gli  arresti sono scattati questa mattina all'alba su disposizione del giudice delle indagini preliminari di Frosinone. L'inchiesta  era stata avviata nel 2015 a seguito delle segnalazione del gestore che sarebbe stato più di una volta vessato e minacciato dai quattro rom. Al termine delle indagini il magistrato inquirente ha deciso di notificare gli arresti. "Perchè - si legge nel capo di imputazione - in concorso tra loro e a volte con altre persone non identificate, con più azioni  esecutive del medesimo disegno criminoso, con comportamenti violenti  e minacciosi, consistiti nel dare fastidio agli avventori dell'esercizio  con sede in via Gaeta e Frosinone, determinando gli avventori stessi ad andarsene, nel tenere atteggiamenti  aggressivi e provocatori e nel fumare nel locale nonostante i richiami del personale, nonchè nel minacciare di protrarre tali comportamenti e di danneggiare il locale e scatenare disordini all'interno dello stesso....". Gli indagati che volevano consumare gratis in cambio della loro protezione avevano aggredito fisicamente prima un barista e poi nel gennaio scorso anche il titolare del locale che era stato colpito con calci e pugni. Addirittura avevano preteso che il gestore assumesse una persona di loro conoscenza. Il resto è cronaca 

(Mari. Ming.)

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