Ferentino, colpo di scena clamoroso. I parenti di Scarsella ribaltano tutto: "Francesco di dirigeva verso Frosinone"

L'uomo alla guida della sua auto, ubriaco e senza patente, si scontro con una moto su via Casilina e nello scontro morirono due coniugi residenti a Cassino. Accusato di omicidio stradale ora potrebbero cambiare le cose

I parenti di Francesco Scarsella, il 35enne  di Alatri coinvolto in un drammatico incidente stradale avvenuto nel settembre scorso al km 71 della  Casilina, in  territorio di  Ferentino, ribaltano la ricostruzione della dinamica effettuata dai carabinieri.  

Le dichiarazioni al sostituto Procuratore

Nella giornata di ieri sono stati ascoltati dal sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, la  compagna, lo zio ed i genitori  di  Francesco  Scarsella che  a bordo della sua Smart si era scontrato con una  moto in sella  alla quale si trovavano due coniugi, entrambi  deceduti.

Era diretto verso Frosinone

Tutti i parenti dell'arrestato hanno concordato nel dire che la vettura di Francesco era partita da Anagni e si stava dirigendo verso Frosinone. Una versione dei fatti che non combacia però con  la relazione presentata dai militari della stazione di Ferentino che per primi erano intervenuti sul posto. Inutile dire che se quanto dichiarato dai parenti di Scarsella verrà sostenuto anche dal perito incaricato dalla procura Francesco Di Gennaro, la posizione del 35enne che, ricordiamo è stato arrestato per omicidio stradale plurimo aggravato, potrebbe prendere tutta un'altra piega.  

La tesi dell'avvocato difensore

L'avvocato Tony Ceccarelli che lo sta rappresentando punta a dimostrare che il suo assistito stava percorrendo l'arteria sul suo normale senso si marcia e che ad invadere la corsia non sarebbe stato lui ma bensì la coppia di coniugi che si trovava in sella  alla moto. A seguito di quel drammatico sinistro, ricordiamo, avevano perso la vita Giancarlo Marrandino, classe 1979 ingegnere presso lo stabilimento FCA di Cassino, e Rosaria Orlando, 43anni. Entrambi viaggiavano a bordo di una moto Suzuki ed al km 71 della Casilina ci fù lo scontro frontale. L’uomo era morto sul colpo mentre la moglie, elitrasportata presso un centro attrezzato della capitale, era deceduta qualche ora dopo. Il conducente della Smart, sottoposto agli esami tossicologici, era risultato positivo agli stupefacenti e per di più guidava senza patente perché revocata dal 2006.  Da qui la decisione del  giudice di notificare la custodia cautelare in carcere Scarsella è stato arrestato per omicidio stradale plurimo aggravato. 

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