Ferentino, Riggi interrogato lunedì prossimo dal gip all'interno del carcere di Regina Coeli

Il consigliere deve rispondere di estorsione con metodi mafiosi. Da alcune indiscrezioni raccolte sembra che l'avvocato Vellucci che lo rappresenta, punti ad una linea difensiva che dovrebbe far crollare le accuse

Pio Riggi

Si terrà lunedì mattina presso il carcere di Regina Coeli l'interrogatorio a carico del consigliere comunale Pio Riggi che deve rispondere di estorsione con metodi mafiosi difeso dall'avvocato Giampiero Vellucci. L'interrogatorio si terrà alla presenza del Gip Flavia Costantini. 

Riggi era stato il consigliere più votato nell'ultima tornata elettorale

L'indagato,nell’ultima tornata elettorale del giugno scorso era stato il consigliere più votato della lista Patto Civico.  La vicenda che lo vede coinvolto risale alla passata amministrazione, quando aveva la delega al Cimitero. Insieme a Riggi sono finiti in carcere il cugino Luciano Rosa di 64 anni e tre personaggi legati alla malavita campana: Ugo Di Giovanni, 42 anni di Napoli; Gennaro Rizzo, 47 anni di Napoli; Emiliano Sollazzo, 31 anni di Roma. 

La spedizione punitiva

Questi ultimi, tre secondo gli elementi raccolti appartengono ad un clan camorristico campano. E proprio questi, avrebbero agito dopo che Pio Riggi aveva chiesto 300 mila euro all’imprenditore Lorenzo Scarsella, vincitore del project per l’ampliamento del cimitero di Ferentino. E siccome l'imprenditore non voleva pagare si erano presentati all'interno della sua ditta minacciandolo con le armi in pugno. Da qui il reato di rapina ed estorsione con metodo mafioso. 

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Il consigliere è pronto a rigettare tutte le accuse

Dalle prime indiscrezioni raccolte sembrerebbe che Riggi davanti al gip sia intenzionato a rigettare le accuse mosse nei suoi confronti. 
Il consigliere punterà sul fatto che l’iter per il project relativo all’ampliamento del Camposanto per 6 milioni di euro, approvato dal Consiglio comunale, era andato avanti anche quando lui non era più consigliere delegato al cimitero. L'accusa di collusione con esponenti legati alla camorra per lui, pubblico amministratore, pesa come un macigno. 

 

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