Fiuggi, per oltre 5 anni hanno preso i soldi dell’assegno sociale di un defunto. Denunciate tre persone

Un’articolata indagine della guardia di Finanza ha fatto scoprire il raggiro di oltre 41 mila euro. Ora per i tre è scattata la denuncia ed il sequestro preventivo dei beni per recuperare la cifra frodata allo Stato

Ha continuato a prendere l’assegno sociale del marito morto per oltre 5 anni ed ha frodato lo Stato per oltre 41 mila euro. Stiamo parlando di una donna di Fiuggi che ha perpetrato il raggiro insieme ad altre due persone con continui prelevamenti sul conto cointestato in contanti o mediante il bancomat intestato al defunto. Dopo il caso della falsa invalida che andava a fare la spesa al supermercato la cittadina termale torna alla ribalta delle cronache per un’altra truffa.

L’indagine

Nelle ore scorse si è così conclusa una lunga indagine condotta dalle Fiamme Gialle della Tenenza di Fiuggi che ha portato alla denuncia di 3 persone, tutte residenti nel Comune di Fiuggi, le quali continuavano a beneficiare dell’assegno sociale di un congiunto deceduto nel mese di maggio 2013 percependo, in tal modo, nel giro di 5 anni, una somma di oltre 41 mila euro.  Le indagini sono scaturite a seguito di input da parte del Nucleo Speciale Spesa Pubblica e Repressione Frodi Comunitarie della Guardia di Finanza di Roma il quale aveva fornito un’analisi di rischio su di una platea di soggetti che beneficiano, potenzialmente in maniera indebita, di pensione o di assegno sociale. Una vera e propria offensiva contro i falsi invalidi e le truffe ai danni della previdenza sociale, quella messa in campo dal Comando Provinciale della Guardia di Finanza di Frosinone che ha portato alla luce l’ennesimo caso di spreco di denaro pubblico, questa volta nel settore previdenziale.

La falsa invalida

L’esito dell’indagine offre uno spaccato non trascurabile nella provincia, non tanto dissimile da una recente operazione condotta sempre dai finanzieri della città termale, che ha portato alla scoperta di una “falsa invalida” la quale dal 1998 all’ottobre del 2018 aveva illecitamente percepito un’indennità di accompagnamento per un totale di circa 310 mila euro. Pertanto, i militari della Tenenza di Fiuggi, coordinati dalla Procura della Repubblica di Frosinone, hanno posto in essere una serie di accertamenti riscontrando come la posizione pensionistica del soggetto in esame non era stata aggiornata presso l’INPS di Frosinone per mancata comunicazione del decesso.

Il buco da 40 mila euro

Per tale motivo, l’Ente previdenziale aveva continuato ad erogare l’assegno sociale, anche dopo la morte dell’avente diritto, con un “buco” nelle casse dell’Erario di oltre 40 mila euro. Al termine delle indagini, il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Frosinone, confermando il quadro probatorio rappresentato dai finanzieri della città termale e formalizzato dalla richiesta del Pubblico Ministero requirente, ha emesso nei confronti dei “furbetti” un decreto di sequestro preventivo sui beni mobili e immobili per il valore corrispondente al profitto illecito e fino alla concorrenza dell’importo di 41.234,32 euro, corrispondente al totale delle somme indebitamente percepite.

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