Forze dell'ordine, magistrati e giornalisti aderiscono al pranzo della legalità: un successo targato 'Civico Sociale'

Boom di presenze all'evento organizzato dalla Procura di Cassino e che ha consentito di raccogliere una somma destinata ai bimbi della casa famiglia 'Peter Pan'

I prodotti anticamorra in vendita al 'Civico Sociale'

Un pranzo di beneficenza con prodotti provenienti dalle terre confiscate alla camorra. Un pranzo che ha consentito di raccogliere fondi destinati ai bambini della casa famiglia 'Peter Pan' e fortemente voluto dal procuratore capo Luciano d'Emmanuele. Un pranzo che ha visto arrivare della province di Latina e Caserta ufficiali e rappresentanti delle forze dell'ordine. Per stima e per rispetto nei confronti di un procuratore che oramai da anni si dimostra con i fatti vicino alle problematiche di chi soffre. Per curiosità verso un locale che è divenuto vera e propria icona dell'anticamorra nel basso Lazio. A fare gli onori di casa come sempre Carmine e Simona Di Mambro che hanno accolto il colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dei Carabinieri e il colonnello Gabriele Vitagliano, comandante provinciale dell'Arma in provincia di Latina. Non solo. A sedere accanto al procuratore capo anche il tenente colonnello Salvatore Rapuano, comandante del Gruppo della Guardia di Finanza di Cassino in rappresentanza del colonnello Luigi Carbone, comandante provinciale, e il tenente colonnello dei carabinieri Pietro Dimiccoli proveniente da Latina. Non potevano mancare i comandanti delle compagnie dei carabinieri di Cassino, Sora, Pontecorvo e Formia unitamente a due ufficiali del Gruppo Formia della Guardia di Finanza e del Gruppo di Aversa e della tenenza di Sessa Aurunca della Guardia di Finanza. Presente anche il comandante della Polizia Provinciale di Frosinone, il tenente colonnello Massimo Belli e il capitano Vito Antonio Masi comandante del Nipaf, del Gruppo Carabinieri Forestale di Frosinone.

Il ruolo della stampa e il rispetto dei commensali

Nel locale non potevano mancare i rappresentanti della carta stampata e dei siti web che si occupano di raccontare quanto accade nel cassinate e nel sud pontino. C'erano il vice direttore de L'inchiesta Quotidiano, Rita Cacciami e il caposervizio del quotidiano Cassino Ciociaria Oggi, Katia Valente. C'era la giornalista d'inchiesta per Frosinonetoday e Tg24.info, Angela Nicoletti e poi ancora Alba Spennato e Carmela Di Domenico, croniste dalla penna chiara e limpida. Un pranzo che ha messo ha confronto diverse realtà territoriali e che ha dato spunto a diverse e importanti riflessioni con il rettore dell'Università di Cassino, Giovanni Betta e gli avvocati Sandro Salera e Giuseppe Golini Petrarcone da sempre vicini ai piccoli ospiti della casa famiglia. 

Il procuratore d'Emmanuele ha 'sposato' ormai da due anni il progetto 'facciamo un pacco alla camorra' (presentato venerdì scorso a Casal di Principe dal procuratore nazionale antimafia Cafiero De Raho) e quindi il menù del pranzo della legalità, preparato dagli ottimi chef del 'Civico Sociale', si basa solo ed esclusivamente su prodotti coltivati sulle terre confiscate alla camorra. Legumi, vini, latticini, affettati ed altre prelibatezze che immesse sul mercato consentono a ragazzi disagiati ospiti delle cooperative anti camorra di poter aspirare ad un futuro diverso. Questo lo spirito del pranzo della legalità che viene svolto in un locale semplice, accogliente e genuino come coloro che lo gestiscono.

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