Colpito da emorragia cerebrale in palestra, il cuore di Leonardo Ceccarelli ha smesso di battere

La notizia del decesso è arrivata giovedì in tarda serata. Il giovane dopo che era sopraggiunta la morte clinica era stato trasferito in terapia intensiva. I genitori fino alla fine hanno sperato in un miracolo

Leonardo Ceccarelli il ragazzo di 24 anni di Frosinone colpito da un'emorragia cerebrale mentre si trovava in palestra non ce l'ha fatta. Il suo cuore ha cessato di battere nella giornata di giovedì 4 aprile 2019. I genitori hanno sperato fino alla fine che si potesse compiere il miracolo e che il loro unico figlio potesse riisvegliarsi e ritornare alla vita. Putroppo così non è stato. Leonardo è deceduto dopo dieci giorni di coma irreversibile.

L'esame autoptico

I genitori distrutti dal dolore si sono affidati all'avvocato Marco Maietta per essere rappresentati nelle opportune sedi. Proprio tramite il legale avevano richiesto ai medici del nosocomio romano di non interrompere il trattamento terapeutico. Leonardo per dieci giorni è rimasto attaccato a dei macchinari che gli permettavano la respirazione artificiale. Ma ieri la situazione è precipitata. Il cuore del ragazzo si è fermato improvvisamente. Nella giornata di oggi verrà conferito l'incarico ad un medico legale che dovrà effettuare l'esame autoptico sulla salma. Questo per accertare se l'emorragia cerebrale è da ritenersi un fatto congenito o se invece sarebbero altre le cause che l'avrebbero determinata.

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Il dolore degli amici

Tanti gli amici che ogni giorno si sono recati presso il policlinico di Tor Vergata per parlare con il loro caro Leo per fargli sentire che stavano vicino a lui e che non lo avrebbero mai lasciato da solo. Loro che avevano anche attaccato uno striscione davanti allo stadio Stirpe con la scritta " Combatti Leo" come i genitori del ragazzo, hanno sperato fino alla fine che il loro compagno  si risvegliasse dal coma. Invece, la vita di Leonardo è finita quella drammatica sera in palestra quando aveva detto all'amico del cuore che gli girava la testa. Queste sono state le ultime parole del giovane tabaccaio prima di entrare nel coma che lo ha condotto alla morte.

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