Scomparsa di Daniele Arduini, le parole di Ottaviani: "Amava la vita, anche fuori dal coro"

Il sindaco di Frosinone parla del giovane 19enne rivenuto privo di vita ieri pomeriggio nel parcheggio multipiano di via Ciamarra

Una morte che ha sconvolto l'intera provincia. Non solo la città di Frosinone dove ieri pomeriggio si è consumata la tragedia, nè solo Torrice paese di origine di Daniele. Ovunque è sceso un velo di tristezza così come accade quando a perdere la vita è un giovane, anzi un giovanissimo. Tanti i messaggi dedicati al rapper che in queste ore continuano a susseguirsi; dagli ex compagni di scuola del liceo Sulpicio di Veroli, dagli amici, da chi pur non conoscendolo è rimasto colpito dal dramma.  Anche il sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha voluto rivolgergli un pensiero. Ha scelto i social per esprimere la profonda angoscia per quella vita che si è spezzata così improvvisamente. 

Senza certezze

"Daniele amava la vita. Anche fuori dal coro. Quando una giovane vita si spezza, in un modo così tragico, ognuno di noi si sente più solo, più vulnerabile, come se una perdita così improvvisa, così ingiusta, così drammatica, mettesse in discussione tutto. Ogni azione, ogni pensiero, ogni sistema di valori traballa, ogni certezza che pensavamo solida si scopre effimera.
La scomparsa di Daniele rischia di farci sprofondare nella disperazione di una comunità e porta il nostro cuore a vacillare, al pensiero del dolore che ha colpito la famiglia, gli amici, tutti coloro che gli volevano bene.

Le sue tante passioni

In queste ore, ci stiamo confrontando con quanti lo conoscevano da vicino e hanno condiviso con lui le sue grandi passioni: la musica rap, su tutte, gli permetteva di dare voce ai propri pensieri, esprimendo così, con grande forza e originalità, la propria sensibilità, la propria personalità; in una parola, la propria anima. 
E l’anima di Daniele, siamo tutti convinti, era un’anima gioiosa, che amava la vita, quella vera, lontana dall’effimero. 

Amava la vita

Non sappiamo cosa sia successo, in quell'attimo che ha portato via Daniele.  Sappiamo, però, che Daniele amava la vita, proprio come un rapper la ama, fuori dal coro: amava la forza delle parole che, nelle sue rime, gli permettevano di esprimere la propria verità. Oggi, le persone che escono fuori dal coro, come Daniele, ragazze e ragazzi, giovani o anziani, sono quelle che provano la vera dimensione del coraggio: superano le fragili barriere della solitudine, offrendosi agli altri, tendendo la mano a chi è rimasto indietro, o prendendosi cura di chi sta male, condividendo anche, oltre alle gioie, le tristezze e le lacrime di chi non si conosce. 
Daniele non aveva paura di essere davvero fuori dal coro e, sicuramente, amava la vita, la propria e quella degli altri".

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