Omicidio Morganti, una rosa bianca per non far dimenticare Emanuele

L’attesissima prima udienza preliminare dei 4 imputati per la morte del giovane Emanuele si è chiusa in poco tempo tra lo stupore generale e tra qualche urla e con la mamma del giovane morto che ha donato un fiore alla mamma di Michel Fortuna

L’attesissima prima udienza preliminare presso il tribunale di Frosinone con i 4 imputati: Mario Castagnacci, 27 anni, Paolo Palmisani di 24, Franco Castagnacci 50 anni e Michel Fortuna alla sbarra per l'omicidio del giovane di Alatri Emanule Morganti di Alatri si è chiusa con un nulla di fatto. Una rapida conclusione che ha lasciato l’amaro in bocca ai molti presenti in aula e fuori nei corridoi del Tribunale.

La richiesta degli avvocati difensori

"Sarebbe troppo pericoloso per la loro incolumità fisica" per questo motivo gli avvocati difensori dei quattro imputati hanno chiesto la rimessione del processo in altra sede in quanto l'aspetto ambientale non sarebbe idoneo a rendere una celebrazione rigorosa. Adesso spetterà ai giudici della Cassazione di Roma accettare o meno tale richiesta. Inutile dire che la conclusione di questa udienza preliminare ha lasciato di stucco quanti si aspettavano l'immediato rinvio a giudizio con l’accusa di omicidio volontario per i quattro imputati. Un omicidio che sconvolse tutta la zona e che portò la Ciociaria sulla ribalta delle cronache nazionali.

Gli scenari futuri

Il processo a carico dei quattro imputati per l'omicidio Morganti, dunque, potrebbe essere spostato presso il  tribunale di Roma o in quello di Latina. Come già accennato in precedenza i legali difensori hanno chiesto al giudice Bracaglia Morante di poter ottenere la rimessione del processo in altra sede proprio per non inficiare le testimonianze della difesa.

La tensione 

Inutile negare che questa mattina davanti al palazzo di giustizia la tensione era palpabile. Grande è stata la delusione dei presenti quando si è saputo che adesso la decisione dello spostamento verrà presa dai giudici della Corte di Cassazione. Qualcuno tra la folla   ha cominciato ad inveire contro una legge che a suo dire tutelava chi aveva fatto del male al povero Emanuele.

Le urla di uno sconosciuto

"Adesso - urlava uno  sconosciuto -  li rimetteranno pure in libertà, questa è l'Italia! Che vergogna!".  Ma gli attimi di grande imbarazzo li ha vissuti la madre di Michel Fortuna accusato addirittura di aver sferrato il pugno mortale.

La rosa bianca

La mamma di Emanuele Morganti che ha atteso con grande compostezza l'esito dell'udienza, ad un certo punto si è avvicinata alla madre dell'arrestato e le ha regalato una rosa bianca legata con un  fiocco  rosso. "Questa è per lei -  riferendosi alla donna". Improvvisamente nella sala d'attesa del palazzo di giustizia è calato il gelo. Un gesto inequivocabile circa il messaggio che aveva voluto inviare. E come se con quella rosa bianca, avesse voluto trasmettere tutta la sua sofferenza, il suo dolore per la perdita di quel figlio. E come se avesse voluto far capire che non c'è niente di più terrificante e doloroso che portare un fiore sulla tomba di un figlio morto. E lei, povera donna di fiori al suo adorato Emanuele ne porta ogni  giorno.

Le visite sulla tomba del figlio

Non c'è mattina in cui la signora non si rechi al cimitero per salutare quel ragazzo che tutti i genitori avrebbero voluto.  Anche nonna Natalina si alterna con la figlia al camposanto per non lasciare mai da solo quel nipote che amava più della sua stessa vita. "Ogni anno - ha raccontato l'anziana signora - festeggio il compleanno di mia figlia morta venti anni fa. Nel giorno della sua nascita organizzo tutto come se lei fosse ancora viva. Qualche tempo prima che succedesse la tragedia avevo chiesto a Emanuele dove avrebbe preferito festeggiare il compleanno della zia. E lui da ragazzo semplice quale era mi aveva risposto: facciamola  a casa tua  nonna, così la zia la sentiremo ancora più vicina. Spero che adesso almeno sia con lei e che mi diano entrambi la  forza per superare questo dolore indicibile che ha distrutto la nostra vita".

Le parole della madre di Michel Fortuna

Quella rosa bianca è rimasta appoggiata ad una finestra del palazzo di giustizia. Una rosa che l'altra madre non si è sentita di portare a casa e che da dieci mesi piange perchè non riesce a vedere il suo ragazzo in carcere. "Non è stato mio figlio -  ha continuato  a dire la signora  tra le lacrime - qualcuno con la coscienza sporca ha voluto scaricare la colpa su di lui. Quella sera Michel si trovava davanti a quel locale perchè era andato a riprendere la sorella che si era sentita male. Non può essere stato lui, non ci credo". La giustizia farà il suo corso.

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