40 mila bottiglie di birre e succhi di frutta scaduti. I Nas sequestrano un magazzino gestito da un campano (foto)

La scoperta è stata fatta durante dei controlli in un capannone in via Delle Dogane

Quarantamila bottiglie di birra, acqua e succhi di frutta scaduti lasciate a terra ed la sole. Questa la scoperta fatta nel pomeriggio di mercoledì a Frosinone dai Carabinieri del NORM della locale Compagnia, unitamente a quelli del Nucleo Antisofisticazioni e Sanità di Latina, al personale della Compagnia della Guardia di Finanza e dell’ ASL di Frosinone (Servizio Veterinario - Ispezione Alimenti), mentre eseguivano un mirato controllo in un capannone ubicato in via Delle Dogane, utilizzato da una misteriosa società operante nello stoccaggio e distribuzione all’ingrosso di bevande e prodotti alimentari.

I controlli

Dall’attività ispettiva venivano rilevate inoltre irregolarità relative alla conservazione dei prodotti destinati all’alimentazione delle persone. Oltre 15.000 bottiglie di acqua minerale di varie marche erano depositate all’esterno dell’edificio ed esposte al sole senza alcuna protezione. Invece all’interno della struttura, tra l’altro priva dei requisiti igienico/strutturali, erano custodite circa 40.000 bottiglie tra birra, bibite varie e succhi di frutta, di svariate marche, non più commercializzabili in quanto scadute, mentre in un vecchio congelatore risultavano essere state collocate circa 300 confezioni di prodotti surgelati tra crocchette, ali di pollo ed hamburger di varie marche, non conservate come previsto.

La documentazione

Di particolare interesse risultava la grande mole di rendicontazione extra-contabile e fiscale presente nel caotico locale adibito ad ufficio, acquisita dalla Guardia di Finanza per gli accertamenti del caso.

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Il sequestro

Le operazioni si sono concluse con il sequestro dell’acqua, delle bevande scadute e degli alimenti mal conservati e con il deferimento in stato di libertà per “cattivo stato di conservazione di bevande ed alimenti - mancanza di requisiti igienico/strutturali”, di un 32enne  di origini campane residente nel capoluogo ciociaro, legale rappresentante della società, già censito per reati di contraffazione e frodi contro l’industria nazionale ed introduzione nello stato di prodotti falsi. Si provvedeva inoltre all’adozione del provvedimento di chiusura dell’attività da parte dell’Autorità Sanitaria intervenuta, nonché alla segnalazione alla competente Direzione Territoriale del Lavoro di un operaio risultato non regolare.

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