Prima la difende e poi le fa vendere la casa all'asta. Noto avvocato ciociaro condannato

La Corte di Appello ha confermato la sentenza pronunciata già in primo grado: sei mesi di reclusione più 2500 euro di risarcimento alla parte civile

Truffa, la corte di Appello di Roma conferma la condanna a sei mesi di reclusione (pena sospesa) nei confronti di un avvocato di Frosinone. Il legale di 46 anni è stato condannato, inoltre, al pagamento delle spese processuali quantificate in 3000 euro ed al risarcimento di 2500 euro alla parte civile. 
I fatti risalgono a circa cinque anni fa quando l'uomo, esercitando la professione di avvocato si era presentato davanti alla vittima di questa truffa quale consulente immobiliare della società “SV”. La signora, che aveva avuto problemi economici si era ritrovata la casa pignorata e messa all’asta

La casa messa all'asta

Il legale però le aveva prospettato la propria disponibilità ad assisterla nella procedura di pignoramento eseguita sul suo immobile. Secondo il legale la cosa migliore sarebbe stata quella di far avanzare la procedura per poi rispondere all’asta giudiziaria con la sua società o attraverso persone di sua fiducia. La donna gli aveva versato subito mille euro, quale compenso professionale. Secondo le accuse avrebbe indotto la donna ad aspettare il terzo esperimento di vendita (con base d’asta 87 mila euro). Ciò nonostante avesse pubblicizzato su un giornale locale, ad insaputa della sua cliente, la vendita dello stesso immobile per 150 mila euro.

L'ingiusto profitto

Pertanto, sempre secondo l’accusa, l'avvvocato si sarrebbe procurato un ingiusto profitto a danno della signora a cui era stata pignorata la casa. Abitazione che era stata acquistata da due clienti del legale ad 87mila euro. In altre parole, avrebbe indotto la donna di Alatri ad attendere fino al terzo esperimento di vendita con base d’asta di 87.000 euro. Ma così facendo aveva fatto perdere la proprietà dell’immobile alla stessa signora. La donna era difesa dall'avvocato Antonio Ceccani. 
L’imputato, va detto, era stato rinviato a giudizio anche per il reato di infedele patrocinio in quanto, agendo quale patrocinatore della 46enne, nella procedura dove la stessa risultava come debitrice si era reso infedele ai suoi doveri professionali.

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