Gallinaro, indagine Finanza, parlano i tre professionisti: "Non siamo indagati"

In una lettera i direttori del cantiere che si sono succeduti nel corso degli anni rigettano ogni accusa e spiegano di aver appreso dell'inchiesta dalle testate giornalistiche

Le indagini sulla presunta truffa aggravata che sarebbe stata messa in atto dal sindaco di Gallinaro, Mario Piselli e da altre cinque persone, hanno provocato un vero e proprio 'terremoto' politico in paese. Il sequestro dei conti correnti e la notifica degli avvisi di garanzia, però, secondo alcuni dei coinvolti -  l'ingegner Miriam Volante, l'ingegner Antonio Piselli e l'archittetto Antonio Pontone - non sarebbero avvenuti.

La lettera

I sottoscritti Ing. Miriam Volante, Ing. Antonio Piselli e Arch. Antonio Pontone scrivono a seguito della pubblicazione avvenuta in data 11 luglio 2019 sul sito del Vostro quotidiano online “ http://www.frosinonetoday.it/” alle ore 13.50 di un articolo dal titolo “Gallinaro, presunta truffa in Comune, ecco chi sono i sei indagati”. Gli scriventi hanno appreso - con sgomento e stupore e solo a seguito della pubblicazione avvenuta sul vostro quotidiano online - della dedotta esistenza di un’indagine della Procura della Repubblica di Cassino asseritamente concernente la realizzazione del parcheggio - si riporta testualmente “riservato ai fedeli della Nuova Gerusalemme” - sito in Gallinaro alla via ex S.P. Forca D’Acero. 
Allo stato, ai sottoscritti, non è stato notificato nessun atto processuale talché risulta del tutto priva di fondamento, quantomeno in riferimento agli scriventi, la notizia riportata del sequestro cautelativo dei conti correnti personali. 
La mancata ricezione di atti processuali esclude, in radice, che gli scriventi abbiano potuto compiere attività difensive, ivi compresa ed in primis, la nomina di avvocati difensori di fiducia. 
In punto alle asserite condotte illecite riportate nell’articolo in questione, gli scriventi professionisti prendono nettamente le distanze dal contenuto e dal tenore generale dello stesso, atteso che, nell’espletamento dell’incarico conferito loro, giammai si sono discostati dalla condotta imposta dalle normative vigenti. 
La storia professionale degli scriventi professionisti parla di onestà e rispetto delle regole e, nel caso di specie, come sempre, i sottoscritti si sono attenuti a questi principi fondanti. 
Dunque, laddove l’esistenza dell’indagine di cui trattasi venisse confermata, gli scriventi procederanno immediatamente a chiarire la loro estraneità ai fatti per come prospettati, manifestando, sin da ora, la loro piena ed incondizionata fiducia nella giustizia, essendo peraltro fermamente convinti e consapevoli della qualità e competenza del lavoro svolto, 
Vi chiediamo dunque di voler provvedere senza ritardo, ai sensi dell’art. 8 Legge 47/1948, alla pubblicazione della presente dichiarazione, nella collocazione prevista dalla legge e con risalto analogo a quello riservato al brano giornalistico cui la dichiarazione si riferisce, comunicandoVi che, in difetto, intraprenderemo le iniziative necessarie volte a tutelare la nostra reputazione personale e professionale".

 

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