Gallinaro, 'terremoto' in Comune: indagato per truffa aggravata il sindaco Mario Piselli

Nel mirino del procuratore capo Luciano d'Emmanuele e della Guardia di Finanza, i fondi destinati alla realizzazione del parcheggio riservato ai fedeli della 'Nuova Gerusalemme'. Sequestrati in via cautelativa beni e conti correnti

Avrebbero utilizzato i fondi regionali stanziati per la realizzazione di un parcheggio pubblico per scopi personali. Una vera e propria truffa aggravata quella che la Procura di Cassino, unitamente ai finanzieri del Gruppo di Cassino, ha individuato a Gallinaro. A finire nei guai sono stati in sei: il sindaco Mario Piselli, un funzionario dell'ufficio tecnico del Comune, dei direttori dei lavori per la realizzazione dell'opera ed un imprenditore edile.

Le indagini

In base a quanto emerso dalle indagini, portate avanti dal procuratore capo Luciano d'Emmanuele, i fondi pubblici stanziati per la realizzazione del parcheggio destinato ad ospitare i bus ed i mezzi dei fedeli in visita alla cappellina del Bambino Gesù, non venivano impiegati per l’effettuazione delle opere così come falsamente attestato dai pubblici funzionari che avrebbero dovuto controllare che tutto procedesse secondo legge. Il sindaco e gli altri tre indagati, secondo le investigazioni portate avanti dal personale del colonnello Alessandro Gallozzi e del tenente colonnello Salvatore Rapuano, avrebbero distrutto la documentazione amministrativo - contabile relativa al finanziamento pubblico erogato dalla Regione Lazio, nel tentativo di ostacolare l’accertamento dei reati commessi, dovranno rispondere, a vario titolo, di truffa aggravata, abuso d’ufficio nonché di falsità ideologica e materiale.

Le somme 'distratte'

I Finanzieri del Gruppo di Cassino e della Tenenza di Sora hanno analiticamente ricostruito tutte le fasi dell’iter illecito che, mediante le attestazioni fittizie dei Funzionari Pubblici e la sovra fatturazione delle prestazioni rese dall’impresa, ha consentito di “truffare” lo Stato, “intascando” circa 67 mila euro per l’esecuzione di lavori i quali, o non venivano eseguiti o presentavano gravi difformità rispetto alle previsioni contrattuali,  cagionando in tal modo un danno patrimoniale corrispondente all’illecito profitto dei reati. Il procuratore capo ha disposto, in via cautelare, il sequestro sui beni nella disponibilità degli indagati.

Il protocollo 'vincente' con Cantone

Le tante attività, a tutela della pubblica amministrazione e dei cittadini, che la Procura di Cassino sta portando avanti in questi ultimi mesi, sono il frutto dell'importante e vincente protocollo siglato lo scorso mese di novembre a Cassino, tra il procuratore capo Luciano d'Emmanuele e il presidente dell'Anac, Raffaele Cantone. Nel palazzo di Giustizia di piazza Labriola è stata creata una task-force che si occupa solo ed esclusivamente di reati contro la pubblica amministrazione.

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