Giallo Bove, parla l'uomo interrogato: "Ho danneggiato la macchina ma lui non c'era. Poi sono andato via"

Ha ammesso la responsabilità dell'atto vandalico il marito della donna che avrebbe avuto una relazione con il ragazzo trovato morto ieri sera nel centro del paese

"Ho danneggiato la sua macchina, la Peugeot parcheggiata davanti al cimitero. Ma lui non c'era. Ho sfondato i vetri con l'ascia e poi sono andato via". Ha ammesso di aver danneggiato la vettura di Emanuele Bove ma sostiene di non averlo visto e soprattutto di non averlo colpito. A parlare davanti al magistrato D'Orefice in caserma a Cassino è stato il marito della donna con cui il 40enne di Sant'Andrea sul Garigliano, trovato privo di vita ieri sera in via Roma nel centro del paese, avrebbe avuto una relazione.

La ricostruzione

Un gesto di intimidazione per convincere il povero dipendente del Caf a interrompere ogni rapporto con la donna. Una versione che però non convince gli inquirenti e per questo motivo ad essere interrogati sono stati anche la donna ed un altro uomo, forse chi ha accompagnato il marito geloso nella spedizione punitiva. Quello che i carabinieri e il magistrato intendono capire è cosa sia accaduto dopo e perchè Emanuele, nonostante la macchina danneggiata, sia ripartito percorrendo oltre duecento metri. Dal punto in cui, nei pressi del cimitero, dov'è avvenuto il raid vandalico. Lo attestano i vetri a terra. E dove era Emanuele in quel momento e con chi? Se fosse stato con la donna questa avrebbe dovuto notare la macchina danneggiata. Perchè ha taciuto?

La soluzione del giallo nell'autopsia

Una serie di quesiti che potranno essere risolti solo con l'autopsia fissata per domani presso l'ospedale di Cassino e che verrà eseguita dal medico legale Daniela Lucidi. Le indagini proseguono con gli accertamenti da parte dei militari del Ris che dovranno ora repertare eventuali tracce biologiche non solo sulla macchina del ragazzo, figlio di un professore in pensione ed un'insegnante - una famiglia perbene e stimata da tutti quella dei Bove - ma anche sulla macchina della presunta amante, dal marito e del presunto complice. L'ipotesi di reato formulata dal magistrato per ora è quella di omicidio. Ma tutto resta ancora con un punto interrogativo.

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