Le drammatiche parole di papà Alessandro: “Valerio è stato vittima di un agguato”

I genitori ed il fratello del 15enne di Labico sono convinti che il giovane non era solo sui binari del treno nel momento del violento impatto

Il caso del 15enne di Labico Valerio Frijia scomparso da casa venerdì scorso che si è “intrecciato” con il macabro ritrovamento di un corpo dilaniato sotto ad un treno nei pressi della stazione ferroviaria del paesino a pochi chilometri da Roma, diventa un caso nazionale. Dopo i servizi dei giorni scorsi su quasi tutti i telegiornali delle grandi reti, mercoledì sera anche la trasmissione di Rai 3 Chi la visto? Condotta da Federica Sciarelli ha dedicato un ampio servizio a questa vicenda con la ricostruzione degli ultimi instanti di vita del ragazzo.

L’agguato

Un servizio in cui il padre Alessandro ed il fratello Emanuele hanno confermato di non credere assolutamente ad un suicidio del ragazzo (ricordiamo che per la conferma definitiva si attendono gli esiti dell’esame del DNA) ma anzi parlano di un complotto e di qualcuno che l’abbia voluto uccidere. “Un agguato gli è stato teso da qualcuno – ha spiegato il genitore – che doveva vederlo e che lo ha chiamato a quell’ora, facendo uscire da casa quando noi dormivamo. Anche perché era la prima volta che usciva di casa dopo essersi messo in camera sua”.

Le canne ed il suicidio

Il fratello Alessandro dal luogo dove sarebbe avvenuto il violentissimo impatto con il treno diretto verso Lecce, lo stesso dove sono stati ritrovati anche i resti del suo cellulare, cerca di smontare la tesi del suicidio. “Se anche mio fratello si fosse fatto qualche canna che motivo aveva di venire qui. Ci sono molti altri posti dove andare”.

Gli orari

Inoltre, dal servizio andato in onda ieri sera sono emersi dei dettagli, a nostro avviso molto importanti, sugli ultimi momenti in cui si hanno notizie del giovane labicano. Ovvero il fatto che sia uscito da casa verso la mezzanotte, come confermato dalle immagini delle telecamere di un vicino di casa e non verso le 23 come era emerso dalle prime ricostruzioni. Di fatto si ridurrebbe di molto il tempo tra l’uscita di casa e la morte avvenuta verso mezzanotte e mezza. Inoltre, Valerio mentre usciva di casa avrebbe fatto una telefonata ad una sua amica di Como che in questi giorni verrà ascoltata dagli agenti della Polfer di Colleferro che stanno indagando sul caso.

L’appello del padre

In chiusura del servizio sono arrivate le parole molto forti del padre di Valerio. “Chiunque abbia visto nostro figlio o che sappia qualcosa che possa aiutarci a scoprire la verità sulla sua morte, si metta una mano sulla coscienza perché noi familiari abbiamo il diritto di conoscere la verità. ci contatti immediatamente o chiami le forze dell’ordine”

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