16 mila euro per lavorare alla Camera dei Deputati. Sotto processo cinque truffatori

Avevano messo su un "ufficio di collocamento privato" promettendo posti di lavoro in Parlamento e truffando molte persone hanno messo da parte oltre 400 mila euro

Mazzette in cambio di un posto di lavoro. Questo è quanto emerso da un'inchiesta che ha portato sul banco degli imputati  cinque persone; tre residenti nella provincia ciociara e due in quella romana. Millantando poteri e ruoli che non avevano, nel giro di poco tempo i componenti di questa organizzazione malavitosa avrebbero intascato oltre 400 mila euro.

I fatti

I fatti si riferiscono al 2014 quando quando sul tavolo della procura arrivarono numerose denunce di persone che avevano segnalato di aver sborsato del denaro per ottenere un'occupazione. I componenti di questo "ufficio di collocamento privato", si presentavano agli aspiranti lavoratori qualificandosi come persone che lavoravano a fianco di personaggi di grande spesso del mondo politico.

I truffatori

Alla sbarra per il reato a vario titolo di associazione a delinquere e truffa in concorso sono finiti R. G. ,59 anni residente a Morolo, la sorella gemella S. G. anche lei residente a Morolo, D. T., 45 anni residente a Patrica, A. G. 55 anni di Ferentino, M. B. 80 anni residente a RomaP. A. 58 anni residente a Nettuno

Tante le vittime

Tante le vittime che sarebbero cadute nella rete di questo ufficio di collocamento "fai da te".  "R. G. - si legge nel decreto di citazione a giudizio - si presentava quale dipendente della Presidenza del Consiglio dei Ministri; la sorella insieme al suo fidanzato D. T. si spacciavano rispettivamente come dipendenti del ministero della Camera dei deputati e impiegato di un ufficio collegato; A. G. quale dipendente della Camera dei Deputati; Massimo Baldascini come Capo di Gabinetto presso la Camera dei Deputati e responsabile del personale; P. A. come responsabile di piano della Camera dei Deputati".

I soldi

Con queste credenziali era facile accaparrarsi la credibilità e la fiducia di chi da tanti anni era in attesa di un posto di lavoro. Altrettanto facile era stato per loro farsi consegnare fiumi di denaro dalle vittime che credevano di potersi sistemare in campo lavorativo.  Ad una delle tante vittime era stato proposto un impiego presso la segreteria della Camera dei Deputati, ma in cambio di questo la ragazza aveva dovuto sborsare 16.500 euro. Ben 14 mila euro erano state consegnate nelle mani dell’organizzazione da un altro aspirante lavoratore a cui  era stato offerto un posto nelle Ferrovie dello Stato. Altre due sorelle indotte in errore avevano sborsato prima 31mila euro .La coda delle persone truffate sarebbe lunghissima. Il 18 maggio  prossimo i legali difensori Claudia Mancini, Carla Latini, Antonella Liberatori, Angelo Maria Terenzi e Giuseppe Spada del foro di Roma chiederanno il rito abbreviato.

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