Morte Emanuale Bove, l'autopsia conferma decesso per malore e la posizione dell'indagato diventa meno pesante

Il 42enne di Sant'Andrea sarebbe stato stroncato da un infarto e Maurizio Lucciola oltre che del reato di danneggiamento potrebbe rispondere di 'morte provocata involontariamente da altro reato' ma non del reato di omicidio

Emanuele Bove

Si alleggerisce la posizione giudiziaria di Maurizio Lucciola, l'operaio di San Giorgio a Liri indagato per la morte di Emanuele Bove, il 42enne di Sant'Andrea sul Garigliano trovato morto lunedì sera in via Roma. L'autopsia, secondo alcune indiscrezioni, avrebbe confermato l'avvenuto decesso a seguito di arresto cardiocircolatorio. L'uomo, infatti, era cardiopatico ed in cura. Il magistrato Chiara D'Orefice quindi, una volta concluse tutte le indagini, potrebbe chiedere la derubricazione del reato da omicidio a quella per 'morte provocata non volontariamente da altro reato'. In pratica Maurizio Lucciola, come da lui stesso ammesso, con il danneggiamento a colpi di ascia della Peugeot di Bove avrebbe provocato uno stato di agitazione così forte da portare alla morte il poveretto, ragazzo ben voluto e stimato da tutti e dipendente del Caf di viale Bonomi. Intanto per domani mattina alle 10.30 nella chiesa di Sant'Andrea verranno celebrati i funerali. Il sindaco di Sant'Andrea ha indetto il lutto cittadino.

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