Omicidio Gabriel, la Procura passa al setaccio la chat di Donatella Di Bona

La madre del bambino di soli due anni soffocato lo scorso aprile, avrebbe messaggiato con dei conoscenti nelle ore precedenti l'assassinio. L'esame irripetibile fissato per il prossimo 5 ottobre nella caserma dei Carabinieri di Cassino

Nelle ore precedenti l'assassinio del suo bambino, di soli due anni, Donatella Di Bona, madre di Gabriel Feroleto, avrebbe chattato con alcuni conoscenti. Lo avrebbe fatto utilizzando il telefono cellulare del fratello Luciano. Questo nelle ore antecedenti il soffocamento del bimbo di soli ventotto mesi, ucciso a Piedimonte San Germano il 17 aprile scorso. Donatella Di Bona, difesa dagli avvocati Lorenzo Prospero e Chiara Cucchi, potrebbe aver esternato il suo disagio a terze persone. Per questo motivo la cronologia delle conversazioni sarà sottoposta ad un accertamento tecnico irripetibile che si svolgerà il prossimo 5 ottobre nella caserma dei Carabinieri di Cassino.

Le indagini

Il sostituto procuratore Valentina Maisto, titolare delle indagini, non intende tralasciare nulla al caso prima di concludere l'inchiesta e formulare le richieste a carico dei genitori del bambino. Perché, lo ricordiamo, in carcere non è finita solo la madre di Gabriel ma anche il padre, Nicola Feroleto che rigetta ogni accusa.

L'arresto del padre

Ad incastrare il 48enne di Villa Santa Lucia non solo le dichiarazioni della compagna che, nelle ore successive all'omicidio del bambino, durante l'interrogatorio, ha confessato di aver soffocato Gabriel in presenza del padre, ma anche le indagini tecniche, botaniche e scientifiche, portate avanti dai Carabinieri del Ris.

Le prove

Nicola Feroleto, difeso dall'avvocato Luigi D'Anna, ha negato di aver assistito al soffocamento del figlioletto da parte della madre ma a smentire le sue dichiarazioni sono state le tracce di terra rinvenute sulle sue scarpe e compatibili con quella prelevata nel campo degli orrori alla Volla e una spina infilata nell'orlo dei pantaloni. Lo stesso tipo di spina che era presente nello spazio verde dove Gabriel è stato ucciso e dove la coppia di amanti aveva trovato riparto per consumare un rapporto sessuale alla presenza del bambino. A far scattare la furia omicida di Donatella Di Bona sarebbe stato proprio il pianto del piccoletto che avrebbe voluto tornare a casa.

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