Omicidio Mollicone, rogatoria internazionale per ascoltare super testimone

Le indagini sulla morte della diciotenne di Arce hanno avuto una proroga di sei mesi anche per consentire la nomina di un esperto grafologo

Una rogatoria internazionale per poter ascoltare un super testimone. Le indagini sul delitto di Serena Mollicone, la diciottenne di Arce assassinata nel 2001, hanno avuto una proroga di sei mesi per questo importante motivo. Un passo, quello compiuto dalla Procura ed accolto da Gip Salvatore Scalera che viene motivato in dieci pagine firmate dal magistrato titolare del caso, la dottoressa Maria Beatrice Siravo. Non solo. Nella richiesta si parla della necessità di effettuare un accertamento tecnico non ripetibile e sul quale non è trapelata nessuna indiscrezione.

I passi degli investigatori

E’ certa invece la nomina di un consulente, un esperto grafologo, che dovrà effettuare una perizia calligrafica sul registro delle presenze della caserma. In particolar modo l’attenzione dell’esperto potrebbe concentrarsi su quanto annotato da Santino Tuzi il giorno della scomparsa di Serena, il primo giugno del 2001. Il brigadiere suicida, infatti, qualche giorno prima di togliersi la vita con un colpo di pistola alla testa, ha raccontato agli investigatori ed al magistrato di aver visto la diciottenne di Arce entrare in caserma ma di non averla vista più uscire. Una testimonianza che il sottufficiale dei Carabinieri fornisce sette anni dopo l’uccisione della studentessa liceale e che ha indotto i carabinieri del Reparto Operativo Provinciale e i colleghi della Compagnia di Pontecorvo a riaprire una nuova indagine.

Gli accertamenti a Milano

La nomina dei consulenti è prevista entro breve tempo e in attesa che la dottoressa Cristina Cattaneo, tanatologa di fama, porti a compimento le analisi e le comparazioni tra il corpo di Serena, riesumato e trasferito presso l’istituto di Medicina legale di Milano, un anno e mezzo fa, e la porta dell’alloggio di servizio in disuso, situato al piano terra della caserma dei carabinieri di Arce, sequestrata dai Ris e passata al setaccio in ogni singolo aspetto. C’è il sospetto, infatti, che la fronte occipitale sinistra di Serena possa combaciare con la parte della porta che risulta essere stata danneggiata non solo da un pugno sferrato con violenta ma anche da un impatto inaspettato. Che Serena sia entrata in caserma lo dice senza ombra di dubbio il brigadiere Santino Tuzi. Che Serena possa essere stata colpita nell’alloggio, stordita e poi lasciata morire soffocata, lo potranno dire solo le indagini. E il supertestimone.

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