Palestrina, non si può morire di regole. Cambiamole! Non può intervenire l’ambulanza da Zagarolo

Il nostro articolo di ieri che parlava dell'ennesimo, ahinoi, caso si malasanità ha scatenato un "putiferio" in rete. Nell'articolo che in poche ore dalla pubblicazione ha superato le 20 mila visualizzazioni con decine di commenti abbiamo...

Il nostro articolo di ieri che parlava dell'ennesimo, ahinoi, caso si malasanità ha scatenato un "putiferio" in rete. Nell'articolo che in poche ore dalla pubblicazione ha superato le 20 mila visualizzazioni con decine di commenti abbiamo raccontato che una donna di Genazzano era caduta a 10 metri di distanza dal Pronto Soccorso dell’Ospedale di Palestrina ma per soccorrerla era dovuta intervenire, addirittura, l’ambulanza da Zagarolo.

Noi abbiamo raccontato i fatti come sono avvenuti, non abbiamo voluto "sparare" a zero contro nessuno, sappiamo benissimo che ci sono disposizioni ben precise in materia ed i medici non possono lasciare il loro posto di lavoro ma quanto accaduto all’Ospedale di Palestrina resta comunque un fatto molto grave. Non si può cadere davanti al pronto soccorso di Palestrina e aspettare l’ambulanza da Zagarolo. Questa notizia l’avremmo comunque scritta, anche se ciò fosse accaduto all’Ospedale di Canicatì. Non era e non è nostra intenzione colpire il personale interessato del caso in questione, ma colpire l’assurda norma del 1996, come ci è stato scritto in alcuni commenti al pezzo. Una norma assurda che va assolutamente rivista e aggiornata alla quotidianità dei fatti. Però, caro personale medico troppe volte ci si nasconde nella mancata competenza mentre il cliente muore… si fa per dire. E’ ora che veramente si applichi quella flessibilità necessaria a tutti i livelli, perché la rigidità delle regole ha portato e porta solo alla creazione di ulteriori spese. Nel caso in questione sarebbe bastata una barella del pronto soccorso per portare all’interno la donna ferita. In questo caso la ferita è stata leggera ma se si fosse trattato di un infarto? cosa sarebbe potuto succedere? Quando si parla di sanità, e del pubblico in generale, i cittadini meritano molto più rispetto perché se applicano e basta i vecchi regolamenti, l’amministrazione statale non va più avanti. Ecco perché occorre più flessibilità nella cosa pubblica. Questa parola è entrata in Europa e non entra nei servizi pubblici italiani. Cosa stanno facendo i sindacati? Già, costoro sono impegnati a fare politica e non a tutelare i propri iscritti. O meglio li tutelano per non farli muovere dal loro ufficio, in modo da non correre pericoli. Il caso di Palestrina è grave per un motivo solamente. Perché il fatto è accaduto a 10 metri dal pronto soccorso e non era il caso di smuovere l’ambulanza da Zagarolo. Chi paga tutte quelle spese? E’ ora di finirla nel chiudersi dietro le regole che di fatto bloccano l’Italia e in questa caso hanno aumentato le spese della già disastrata Sanità Italiana, peraltro composta soprattutto da valenti professionisti. Basta guardare il caso dei Vigili Urbani di Roma per rendersi conto di come va la pubblica amministrazione che ha bisogno di una grande sterzata dai vertici istituzionali e politici. Giancarlo Flavi

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