"Non dormo più la notte e mi sento un'incapace. E' stato tanto umiliante"

La testimonianza choc di Bruna, una delle donne raggirate dalla banda di truffatori arrestati da Carabinieri e Polizia

Un momento del racconto della signora Bruna

"E' stato disumano. Non hanno avuto rispetto di nulla. Ero come frastornata e sono riusciti a portarmi via 3000 euro. Tanto è il prezzo che ho dovuto pagare per 'liberare' mio figlio. Quando una madre anziana si sente dire che il figlio è nei guai allora non capisci più niente. Pensi solo a sistemare le cose. Non pensi che possano esserci persone tanto avide e prive di scrupoli". La signora Bruna, ottanta anni di Frosinone, ha raccontato in esclusiva e in diretta nella trasmissione 'Storie Vere' condotta dalla brava Eleonora Daniele in onda su Rai Uno, come è rimasta vittima della banda di dodici truffatori arrestati da Carabinieri e Polizia di Stato. L'indagine 'Sciacallo' ha consentito agli investigatori del colonnello Fabio Cagnazzo, comandante provinciale dell'Arma ed a quelli del questore di Frosinone, Filippo Santarelli, di sgominare un gruppo di malviventi napoletani che agivano in tutta Italia. A coordinare l'indagine, durata oltre due anni, è stata la Procura di Frosinone nelle persone del procuratore capo Giuseppe De Falco e del sostituto procuratore Barbara Trotta

Il racconto tra le lacrime

"Non dormo più la notte e continuo a pensare che se avessi chiamato mio cognato o i miei figli immediatamente tutto questo non sarebbe accaduto. Ma lui, il finto maresciallo parlava di continuo, mi diceva che mio figlio era in caserma a Cassino e che lo avevano arrestato. Poi quando il complice ha suonato alla porta ed è entrato non mi ha dato neanche la possibilità di restare un secondo da sola". Bruna ripercorre i momenti drammatici della truffa che l'ha vista vittima. Poi la conduttrice ha passato la parola al vice questore Carlo Bianchi, capo della Squadra Mobile ed al tenente colonnello Andrea Gavazzi, comandante del Reparto Operativo Provinciale dei Carabinieri di Frosinone. I due ufficiali hanno quindi spiegato le modalità ed il modus operandi dei truffatori e di come sceglievano le vittime.

Le proposte della politica

"La cronaca delle truffe organizzate ad hoc ai danni di anziani, meticolosamente archiettate da una banda di professionisti del crimine, che ha mietuto vittime anche nel territorio della provincia di Frosinone, getta luce su una questione di ordine sociale molto spesso sottovatulata: l'isolamento nel quale versano i nostri anziani, una condizione che costituisce terreno fertile per qualsiasi forma di speculazione ad opera di professionisti in grado di carpire le fragilità e, quindi, lo status psichico dell' interlocutore - spiega Pasquale Ciacciarelli, segretario provinciale di Forza Italia -. Alcune ricerche sociologiche hanno evidenziato la necessità di un approccio diverso alla questione anziani, considerati esclusivamente portatori di bisogni passivi, cioè di bisogni assistenziali e sanitari, in un'ottica che porta a separarli dal contesto sociale di cui sono, in realtà, parte integrante. Bisogna invece porre maggiore attenzione ai loro bisogni attivi, di partecipazione, socializzazione e protagonismo. Quindi accanto ai necessari, indispensabili, interventi dell' istituzione pubblica, volti a sostenere i casi di mancata autonomia, mediante l' assistenza domiciliare, altrettanto necessarie si rivelano le iniziative volte ad attivare processi di integrazione sociale, mediante anche l'attivazione di luoghi di comunicazione. Fondamentale, in tal senso, l'apporto favorito dalle università della terza età che, accanto all' indiscusso valore socializzativo ed aggregativo, favoriscono  quello che definirei un nutrimento della mente, un allenamento costante della memoria, assieme all' apertura individuale a nuovi scenari, si pensi all'approccio alla materia informatica o alle lingue straniere. Ritengo, pertanto, che risulti fondamentale l'insegnamento dell'informatica nei centri sociali, al fine di munire l'anziano delle conoscenze telematiche di base che consentano di comunicare in tempo reale con l'esterno e scongiurare prontamente eventuali truffe. Fare rete all'interno delle singole comunità cittadine risulta un valido antidoto all'isolamento e quindi un'arma contro le truffe".

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