Omicidio Gabriel, nessuna perizia psichiatrica per Donatella Di Bona

La madre del bimbo di Piedimonte, soffocato in un momento di raptus, per il Gip del tribunale di Cassino, è capace di intendere e volere. Indagini oramai concluse. La Procura potrebbe chiedere il giudizio immediato

Nessuna perizia psichiatrica per Donatella Di Bona, la ventottenne di Piedimonte San Germano, in carcere da sei mesi, con l'accusa di aver ucciso suo figlio Gabriel di soli 28 mesi. Il Gip del tribunale di Cassino, Salvatore Scalera, dopo aver esaminato tutti gli elementi d'indagine raccolti in questi mesi dai Carabinieri del Norm di Cassino, ha rigettato la richiesta di incidente probatorio avanzata dai legali della donna, gli avvocati Chiara Cucchi e Lorenzo Prospero.

Inchiesta delicata

La richiesta avrebbe avuto come fine il raccogliere e rendere irripetibile un esame medico utile in fase processuale. La giovane, secondo i difensori, al momento dell'infanticidio, era incapace di intendere e volere. Di tutt'altra idea il Gip che ha quindi sciolto la riserva e dato parere negativo.

L'arresto del padre

Le indagini sulla morte del piccolo Gabriel Feroleto sono quindi alle battute finali e nelle prossime ore il magistrato Valentina Maisto, sostituto procuratore titolare dell'inchiesta, potrebbe concludere il tutto chiedendo nei confronti della donna e del suo compagno e padre del bambino, Nicola Feroleto, il giudizio immediato.

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