Piedimonte, posti di lavoro in cambio di voti: indagine partita dopo la denuncia di Urbano

Tutti i dettagli dell'operazione dei carabinieri e della Procura di Cassino che hanno portato all'arresto del vice sindaco Capuano e dell'imprenditore Varlese ed al divieto di dimora a carico di Gioacchino Ferdinandi

Un 'modus operandi' che sarebbe già stato attuato nella tornata elettorale del 2015. L'indagine che questa mattina ha portato all'arresto del vice sindaco di Piedimonte San Germano, Leonardo Capuano e dell'imprenditore Pietro Varlese, ed al divieto di dimora in paese del sindaco Gioacchino Ferdinandi, avrebbe radici lontane e per questo indagato a piede libero è anche Vincenzo Nocella, ex sindaco eletto appunto nel 2015. L’inchiesta, coordinata dal Sostituto Procuratore di Cassino Alfredo Matte e dai carabinieri del Reparto Operativo Provinciale agli ordini del colonnello Fabio Cagnazzo, ha consentito di portare alla luce una una presunta associazione per delinquere stabilmente fondata e finalizzata ad assicurarsi la direzione politico-amministrativa del Comune di Piedimonte San Germano. "Mediante una pluralità di condotte corruttive reiteratamente protrattesi nel tempo, che hanno, di fatto, condizionato e turbato il voto elettorale attraverso promesse di lavoro a tempo determinato in imprese operanti nell’indotto FIAT/FCA, in cambio dei voti necessariamente utili a trionfare nelle ultime due tornate amministrative, ovvero quelle avvenute nel mese di maggio del 2015, e quelle del mese di giugno del 2017".

La denuncia

Lo sviluppo investigativo, cha ha avuto origine nel mese di maggio 2018 nell’ambito ed a seguito dell’accesa contrapposizione scatenatasi all’indomani delle elezioni amministrative del 10 giugno 2017 tra “vinti e vincitori”, attraverso una denucia presentata dal prima candidato a sindaco e successivamente capo dell'opposizione Ettore Urbano, ha permesso di appurare inconfutabilmente le illecite condotte tenute dall’attuale Sindaco di Piedimonte San Germano e dal suo vice durante la campagna elettorale concretizzatasi, sostanzialmente, nella promessa di posti di lavoro temporaneo presso aziende dell’indotto dell’industria dell’auto per il tramite di un imprenditore compiacente in cambio di voti. In particolare, le investigazioni condotte hanno accertato che effettivamente varie persone erano state avvicinate durante la competizione elettorale con le predette finalità che, in decine di casi, si erano realmente realizzate con l’assunzione “di favore” alle dipendenze di tre società operanti nel settore della logistica, movimento, trasporto mezzi, pulizia e riconducibili al compiacente imprenditore, il quale, pur non figurando ufficialmente nell’assetto societario, di fatto, ne era il reale “dominus” che si avvaleva di altri personaggi utilizzati quali prestanome ovvero “c.d. teste di legno”, per la fantomatica direzione delle stesse.

Lo spaccato sociale

La vicenda giudiziaria, oltre gli aspetti meramente penali, fornisce uno spaccato sociale in cui è sempre più ricorrente in fatti di cronaca di natura politica, sino ai livelli di piccola e media entità sociodemografica, la preponderante e sempre più comune mal consuetudine di ottenere ad ogni costo la leadership direttiva della comunità di riferimento, anche mediante la pratica di condotte illecite poste in essere da coloro i quali aspirano ad ottenere tale titolo, facendo leva, specie nelle zone del paese con alto tasso di disoccupazione, sul miraggio dell’assunzione in un posto di lavoro temporaneo a fronte della svendita della libertà di voto. Queste dinamiche si attagliano in maniera specifica alle contemporanee vicende politico-amministrative del Comune di Piedimonte San Germano dove, a conclusione degli accertamenti espletati nell’ambito di questa inchiesta, appare evidente che le elezioni del “primo cittadino”, ovvero quelle del 2017 ed ancora quelle precedenti del 2015, siano state viziate e condizionate fraudolentemente da una serie di illeciti penalmente rilevanti, attribuibili in maniera puntualmente circostanziata agli indagati; ma le stesse illecite condotte o “mal consuetudini” non sono estranee alla controparte “vinta”. Ricordiamo, infatti, gli eventi relativi al procedimento penale presso la Procura di Cassino a carico di Ettore Urbano, anch’egli concorrente alla carica di Sindaco di Piedimonte San Germano nella tornata elettorale del 2017, il quale, pur di ottenere l’auspicato potere amministrativo di quel comuna, avrebbe commesso una serie di illeciti peri quali a settembre 2018 il Giudice per le Indagini Preliminari del Tribunale di Cassino, ha emesso ordinanza per l’applicazione degli arresti domiciliari a suo carico .

Lo stato di bisogno

In tale alveo di condotte delittuose, che spesso fanno leva su un diffuso stato di bisogno che attanaglia una popolazione sempre più numerosa di disoccupati, emerge in maniera tristemente lapalissiana come “vinti” e “vincitori” emulino medesime condotte delittuose finalizzandole ad un preciso scopo: il raggiungimento degli obiettivi singolarmente auspicati.
 

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