Pontecorvo, operaio FCA morto: lettera del sindaco Rotondo, dimenticato dalle Istituzioni

Anselmo Rotondo 'bacchetta' Governo e Regione chiedendo maggiori controlli e meno passerelle. Nel pomeriggio nel reparto 'Presse' i periti della Procura e delle parti ricostruiranno le fasi salienti dell'incidente

Una lettera-denuncia quella che il sindaco di Pontecorvo, Anselmo Rotondo, ha iniviato ai rappresentanti del Governo e della Regione Lazio. Una lettera piena di amarezza e di rammarico per la morte, giusta e prematura di Fabrizio Greco, l'operaio FCA rimasto schiacciato da una pressa mentre svolgeva il turno di notte all'interno dello stabilimento automobilistico di Piedimonte San Germano.

La lettera

"Fabrizio, vittima del lavoro, dimenticato dalle istituzioni: dal Governo dalla Regione e dalla Provincia. In queste ore di dolore, immutato, e successive al triste addio celebrato sabato scorso nella basilica cattedrale di Pontecorvo tante, tantissime persone della comunità locale hanno espresso il loro disappunto, la loro amarezza per l'assenza ai funerali celebrati in forma solenne e con lutto cittadino dei rappresentanti istituzionali del Governo, della Regione e della Provincia di tutti gli schieramenti politici. Assenze che hanno pesato sopratutto perché nelle ore successive il tragico incidente sul lavoro in Fca tutti hanno dato alle stampe dichiarazioni e atti di solidarietà più o meno formali. Coloro i quali hanno decantato parole sulla sicurezza, sul lavoro, sull'affetto e sulla vicinanza ai familiari hanno mancato sul lato umano di vicinanza sostanziale nei confronti della famiglia e di tutta la comunità pontecorvese. Fabrizio mancherà alla sua famiglia, mancherà anche a tutti noi. Lui persona per bene e gran lavoratore. L'amministrazione comunale ha fatto ciò che si doveva, ha unito la comunità locale. Ha tramutato il dolore immenso della famiglia in dolore collettivo, ciò alla presenza dell'onorevole Francesca Gerardi presente accanto al sottoscritto. La morte di Fabrizio non è una questione tutta pontecorvese, egli è morto mentre si guadagna da vivere per la sua famiglia in uno stabilimento di portata internazionale. È morto un lavoratore, un padre, un marito, un figlio. Lo Stato gli doveva rispetto nel giorno del funerale. Cosa che purtroppo è mancata. Pontecorvo se ne rammarica. Ma non dimenticherà".

Le indagini

Nel pomeriggio di lunedì sette ottobre nel reparto Presse dello stabilimento FCA di Piedimonte hanno avuto inizio i sopralluoghi, da parte del consulente appositamente nominato dalla Procura di Cassino, - il magistrato titolare dell'inchiesta è il sostituto procuratore Valentina Maisto - l'ingegner Gerardo Mirabelli di verificare, unitamente al dottor Talarico, tecnico della prevenzione dell'Asl Frosinone, necessari a comprendere l'esatta dinamica dell'incidente e se possano esserci state eventuali omissioni da parte dell'azienda nella prevenzione e nel rispetto delle norme riguardanti la sicurezza sul lavoro e il corretto funzionamento dei macchinari. Alla presenza anche dei periti di parte si dovranno verificare la funzionalità dei mezzi, dei presidi di sicurezza, eventuali omissioni, eventuali condotte colpose e la ricostruzione dell'incidente. Come consulenti di parte sono stati nominati gli ingegneri Giorgio Figliolini e Nicola Bonora docenti della facoltà di Ingegneria dell'Università di Cassino. Gli indagati sono tutelati dagli avvocati Sandro SaleraPaolo Marandola e lo studio Anfora di Torino. 

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