Presunti brogli elettorali, la Procura apre un'indagine

A presentare un esposto contro ignoti è stato il sindaco di Piedimonte San Germano. Ieri la Prefettura, nel corso del riconteggio disposto dal Tar, aveva riscontrato delle anomalie e dei segni di probabile riconoscimento su ben cinquantanove schede tutte a favore dell'attuale Giunta.

Gioacchino Ferdinandi

Una denuncia contro ignoti consegnata direttamente alla segreteria del Procuratore Capo di Cassino. Il sindaco di Piedimonte San Germano, Gioacchino Ferdinandi, accompagnato dai suoi legali di fiducia, gli avvocati Massimo Di Sotto e Giuseppe Malinconico, ha giocato d'anticipo. E dopo le presunte anomalie registrate ieri dal funzionario addetto della Prefettura, Ernesto Raio (commissario prefettizio al comune di Pignataro Interamna) nel corso del riconteggio delle schede elettorali, ha deciso di chiedere chiarezza.

Le schede 'segnate'

Chiarezza perchè le cinquantanove schede che, secondo quanto emerso e dichiarato dal funzionario di Governo, riporterebbero segni di riconoscimento (segni geometrici che vanno dal quadrato al triangolo), sono tutte a favore dell'avvocato Ferdinandi, eletto sindaco di Piedimonte con appena cinquanta voci in più rispetto al suo avversario, il dirigente dell'Asl e responsabile del pronto soccorso di Cassino, il dottor Ettore Urbano. E sempre nel corso del conteggio disposto dal Consiglio di Stato, dopo il ricorso avverso alla decisione del Tar presentato dall'avvocato Francesco Scalia, legale dell'oggi consigliere comunale di minoranza, Urbano, sono state individuate tre schede elettorali, con altrettanti voti regolari, che verranno assegnati nuovamente al sindaco sconfitto.

Le indagini 

La Procura di Cassino ad onor del vero aveva già aperto un fascicolo, sempre contro ignoti, per 'presunto voto di scambio'. Le indagini coordinate dal procuratore capo Luciano d'Emmanuele sono portate avanti dai carabinieri della Compagnia di Cassino e nel più completo riserbo. Nelle passate settimane sono stati ascoltati diversi cittadini in qualità di persone informate. All'appello mancano ora i presidenti di seggio e gli scrutatori. 

La calma di Ferdinandi, la fiducia di Urbano

"Ho dato mandato ai miei avvocati affinchè questa situazione venga chiarita al più presto. Non ho nulla da nascondere e soprattutto nulla da temere. Per questo ho voluto presentare un esposto contro ignoti". Queste le parole pronunciate da Gioacchino Ferdinandi all'uscita del palazzo di Giustizia. Sereno e fiducioso nella decisione del Consiglio di Stato è anche Ettore Urbano. "La mia campagna elettorale è stata basata tutta sulla coerenza e sull'integrità morale. Spero che questo mio modo di essere possa essere ripagato quanto prima".

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