Processo Morganti, tremano Michel Fortuna e Mario Castagnacci

Due testimoni hanno raccontato fatti inediti sulla vicenda. Uno avrebbe riferito di aver sentito dire da Fortuna di aver colpito qualcuno. L'altro di aver visto Castagnacci sferrare il colpo mortale.

Processo Morganti,  tremano gli imputati Michel Fortuna e Mario Castagnacci. Due i testimoni che ieri in aula  hanno  raccontato episodi inediti.  Il primo è stato M.S. un amico della sorella di Michel Fortuna il quale ha dichiarato che quella maledetta sera (stiamo  parlando del 24 marzo del 2017) rientrando a casa in auto il 25 enne mostrando una mano dolorante  e completamente rossa aveva detto "ho tirato un cazzotto ed  è caduto".  Ma  non ha  saputo dire a chi si rivolgesse l'imputato. Il pubblico ministero ha contestato al giovane che tale racconto non risultava quando era stato ascoltato a sommarie informazioni, ma in un'intercettazione telefonica. Il testimone ha risposto di aver omesso tante cose perché conosceva Michel Fortuna come una persona violenta ed aveva paura di ritorsioni.

Il racconto della tragica notte del 24 marzo 2017

La testimonianza scottante

Poi è stata la volta di S.E. un altro ragazzo che quella sera si trovava presso il locale Mirò di Alatri e che avrebbe assistito alla scena finale dell’aggressione. A detta del testimone a sferrare il colpo mortale, quello che avrebbe fatto sbattere la testa di Emanuele sul montante di una vettura sarebbe stato proprio Mario Castagnacci, il 27enne di Alatri che era stato uno dei primi a finire in carcere. Il teste ha dichiarato di aver visto il ventenne  di Tecchiena barcollare e cadere esamine sull’asfalto. Il teste ha riferito inoltre di aver ricevuto telefonate minatorie da parte di Franco Castagnacci affinchè non parlasse con nessuno dell'accaduto.

Le contestazioni

Gli avvocati difensori hanno sollevato numerose contestazioni sostenendo che soprattutto il teste che aveva riportato le parole di Michel fortuna era inattendibile in quanto più volte era caduto in contraddizione. Precisa e senza alcuna sbavatura la testimonianza di un diciottene che avrebbe ripercorso in sequenza le scene in cui aveva visto Emanuele nelle mani del branco. Prossima udienza il 17 aprile. La parte civile è rappresentata dagli avvocati Enrico Pavia e Pietro Polidori. Il collegio difensivo è invece composto dagli avvocati Massimo Carbone, Bruno Giosuè Naso, Cristhian Alviani, Angelo Bucci e Marilena Colagiacomo.

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