Roma, "Quale futuro per le imprese?"Eurocons, Eurofidi e Euroenergy hanno presentato il loro quarto Rendiconto Sociale

Si è tenuto, presso l’Hotel Minerva di Roma il  convegno "Quale futuro per le imprese?" moderato dal giornalista economico Fabio Tamburini, che ha visto coinvolti nel dibattito Massimo Nobili, presidente Eurocons ed Eurofidi, Luciano Serra,

Si è tenuto, presso l’Hotel Minerva di Roma il convegno "Quale futuro per le imprese?" moderato dal giornalista economico Fabio Tamburini, che ha visto coinvolti nel dibattito Massimo Nobili, presidente Eurocons ed Eurofidi, Luciano Serra, presidente Euroenergy, Maurizio Casasco, presidente Confapi, Giorgio Gobbi della Segreteria Tecnica per l'Eurosistema e la stabilità finanziaria della Banca d'Italia e Adriana Mauro, Dipartimento per l'Impresa e l'Internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico.

Dal prossimo anno, si chiamerà Eurogrup- Credito e consulenza d’impresa

L'incontro ha fornito inoltre l'occasione per presentare il quarto Rendiconto Sociale di Eurocons (realtà leader nella consulenza aziendale alle imprese), Eurofidi (la più grande società in Italia di garanzia fidi) ed Euroenergy (azienda che opera nel campo delle fonti energetiche rinnovabili),

«Malgrado il momento difficile, è importante per le piccole e medie imprese costruire un nuovo percorso di crescita - ha affermato Massimo Nobili, presidente di Eurocons e di Eurofidi - assunto questo che ha caratterizzato la strategia di Eurocons in particolare in questi ultimi anni, dedicando energie e sforzi nel proporre servizi di consulenza capaci di fornire alle imprese clienti e soci gli strumenti necessari per continuare a valorizzare le loro attività. E proprio per sottolineare quanto sia importante per noi lo Stakeholder "impresa cliente e socio"è nata la redazione del Rendiconto Sociale 2012 che evidenzia come il cliente sia al centro delle strategie e delle azioni conseguenti di Eurocons e di Eurofidi». In uno scenario economico-finanziario complesso, come è stato evidenziato durante l'incontro, Eurocons ha focalizzato sempre di più la propria attenzione e le proprie strategie sui clienti, con soluzioni customerizzate per lo sviluppo di una piccola media impresa anche nei momenti di congiuntura negativa; Eurofidi ha permesso alle imprese socie, nonostante le difficoltà del sistema creditizio, di ricevere quasi 1,4 miliardi di garanzie nel corso dello scorso anno e ha confermato una politica delle garanzie anticiclica; Euroenergy, che ha concluso i primi esercizi completi di operatività realizzando tra il 2011 e il 2012 quasi 50 impianti, ha diversificato il por tafoglio servizi e partendo dal fotovoltaico, è passata agli impianti a biomassa, a cogenerazione, a bassa concentrazione e all'idroelettrico “ .

«L'edizione del Rendiconto Sociale 2012 è stata realizzata per la prima volta a tre voci con la presenza di Euroenergy, presentata in modo più completo e strutturato rispetto agli anni scorsi - ha spiegato Luciano Serra, presidente di Euroenergy -. La scelta di offrire alle imprese la consulenza sul risparmio energetico e la realizzazione chiavi in mano di impianti di produzione energetica da fonti rinnovabili si è dimostrata lungimirante, soprattutto pensando al fatto che le imprese italiane oggi devono sostenere costi energetici del 35% superiori rispetto alla media europea. Le sinergie con Eurocons e Eurofidi, per le attività di finanza agevolata e di garanzia al credito sono il grande valore in più che siamo un grado di offrire alle imprese clienti di Euroenergy, insieme all'eccellenza dei servizi, alla professíona/ità delle risorse e all'attenzione per le specifiche esigenze dei clienti».

Soprattutto nei momenti di crisi è necessario avviare la riflessione su un modello di business socialmente responsabile, con l impegno delle imprese a massimizzare la creazione di valore non solo per gli azionisti ma anche per le altre parti interessate e la società più in generale, individuando e cercando laddove possibile di prevenire e mitigare eventuali impatti negativi sul sistema.

«Mancano politiche economiche, fiscali e creditizie adeguate per essere competitivi con gli altri Paesi in modo tale da poter riprendere la strada della crescita nel miglior modo possibile - ha sostenuto Maurizio Casasco, presidente Confapi -. Per uscire dal tunnel bisogna continuare a credere nelle azioni di sistema svolte sia da realtà come Eurogroup, di consulenza aziendale a 3600 e di agevolazione per l'accesso al credito, sia da strutture come la Confapi di sostegno alle politiche del lavoro, della competitività e soprattutto de/credito per le Pmi italiane».

La rappresentante del dipartimento per l’impresa e l’internazionalizzazione del Ministero dello Sviluppo Economico Adriana Mauro, ha tenuto ad evidenziare il fatto che si deve lavorare molto sull’Innovazione, Internazionalizzazione, Investimenti, Patrimonio perché ci sono in gioco circa 650 milioni di euro che sono stati recuperati. Ci sono agevolazioni fiscali fino ad arrivare al 35 percento per il credito d’imposta e per la valorizzazione dei brevetti, per i quali ci sono 50 milioni istituzionalizzati, l’anno. E’ chiaro che l’Italia è composta per il 98 percento di piccole imprese al di sotto dei dieci dipendenti e quindi costoro devono fare Rete per l’internazionalizzazione e quindi lavorare in modo sinergico per potenziare le loro strutture. Poi la Dottoressa Mauro, ha detto che: “ Il rapporto tra Confidi- oggi Eurofidi e banche va migliorato e si deve far ricorso di più all’informazione. Le imprese devono avere il coraggio di diventare internazionali perché oggi si cresce solamente in questo modo”.

Il Dott Giorgio Gobbi, della segreteria tecnica per l’Eurosistema e la stabilità finanziaria della Banca D’Italia, invece dopo aver analizzato i dati ha informato l’assemblea che in Italia ci sono oggi il 23% di sofferenze a fronte del 5% del 2008 e che si deve patrimonializzare di più con gli investimenti anche per avere maggiore credito dalle banche.

Ma forte e chiaro è emerso il comncetto che Trasparenza e Innovazione sono i principi cardine delle responsabilità sociale delle imprese.

Giancarlo Flavi

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