Alatri, rapina alla giolleria "Campoli", due condanne ed una assoluzione

Il giudice del tribunale di Frosinone ha prosciolto dalle accuse Pasquale Cimonte considerato il basista della banda, Antonio Di Mario e Marianna D'Emilio sono stati invece condannati rispettivamente a tre anni ed un anno e quattro mesi di reclusione

Rapina alla  gioielleria campoli  di Tecchiena, nel settembre del 2014,  il processo si è concluso con  due condanne ed una  assoluzione.Sul banco degli imputati  Pasquale Cimonte, accusato di rapina aggravata (il presunto complice definì la posizione in abbreviato con condanna ad anni 6 di carcere) difeso dall'avvocato Tony Ceccarelli,  Antonio Di Mario, accusato solo di aver ricettato i gioielli presso un compro oro di Roma, difeso dall'avvocato Filippo Misserville, e  Marianna  D'Emilio imputata anche essa di ricettazione difesa dall'avvocato Luigi Tozzi.

La rapina aveva fruttato un bottino di 400 mila euro

La rapina aveva avuto ad oggetto una serie innumerevole di gioielli per un ammontare complessivo di circa 400 mila euro. Il Cimonte era considerato il basista e a carico dello stesso vi erano pesanti prove tra le quali contatti telefonici con il Di Mario coimputato sia prima che dopo la commessa rapina, nonché la circostanza che la Fiat uno bianca utilizzata per l'assalto alla gioielleria era stata rubata la mattina stessa a Ceccano dove ha sempre vissuto il Cimonte. A carico dello stesso vi erano anche i numerosi precedenti tra i quali uno ai danni di una gioielleria sita a pochi metri da quella oggetto di rapina in quest'ultimo processo, in quella occasione il Cimonte era  stato tratto in arresto dai Carabinieri che avevano monitorato il rapinatore e la sua banda dall'alto con un elicottero.

A scagionare Cimonte il particolare degli occhi chiari  


Tornando al processo di ieri il tribunale di Frosinone ha assolto il Cimonte poiché come evidenziato dalla difesa i titolari della gioielleria sebbene avessero dichiarato di riconoscere il Cimonte come colui che era alla guida della Fiat uno con la quale i banditi si erano dati alla fuga avevano dichiarato che l'uomo aveva gli occhi chiari particolare che invece non è stato riscontrato nel Cimonte sebbene per il resto l'identikit corrispondesse. L'avvocato Tony Ceccarelli ha sempre ribadito l'estraneità del proprio assistito alla rapina e ieri il Tribunale ha ritenuto di dover assolvere il Cimonte Pasquale ( in caso di condanna la pena sarebbe stata di almeno 8 anni). Diversa sorte processuale per Antonio  Di Mario, condannato a tre anni di carcere e 3.000 euro di multa e per D'Emilio Marianna condannata ad 1 anno e 4 mesi di carcere e 400,00 di multa.  I gioiellieri  che si  sono  costituiti parte civile erano rappresentati  dall'avvocato Marilena Colagiacomo

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