"Diceva di essere innocente e di poterlo dimostrare": parla l'avvocato del padre-suicida

Antonietta De Tano, legale dell'agente di polizia penitenziaria che avrebbe abusato della figlia quattordicenne, stava preparando la difesa dell'uomo in sede di incidente probatorio

I carabinieri sul luogo del suicidio

"Diceva di essere innocente e proprio nei giorni scorsi mi aveva chiamata per dirmi che aveva trovato dei documenti importanti che potevano provare la sua innocenza. Nel corso dell'interrogatorio di garanzia davanti al Gip si era avvalso della facoltà di non rispondere perchè ancora non avevamo un chiaro quadro probatorio. Era sereno e non ha mai lasciato trapelare nulla di quanto accaduto. Diceva di essere estraneo ad ogni accusa e che sarebbe riuscito a dimostrare tutto". A parlare è l'avvocato Antonietta De Tano, legale dell'agente della polizia penitenziaria che si è tolto la vita a Roccasecca.

La notizia rimbalzata sui media

Iscritta al Foro di Cassino, l'avvocato vive a Castelforte ed è stata nominata d'ufficio. "Quando ho incontrato il cliente gli ho detto che avrebbe dovuto dirmi la verità se voleva essere difeso in maniera adeguata. Mi ha ripetuto di non aver mai fatto del male alla figlia e che poteva dimostralo". Il legale poi con voce mesta racconta quanto accaduto ieri mattina: "Nei giorni scorsi quando la notizia è iniziata a trapelare sui media dapprima locali e poi nazionali l'ho telefonato. Non mi ha risposto. Ieri mattina ho fatto la stessa cosa ma il cellulare squillava a vuoto. Poco dopo ho capito quando purtroppo era accaduto collegandomi ad un sito on line. Non posso dire nient'altro se non mi dispiace, umanamente". 

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Il ricordo dei colleghi di lavoro

Avevamo deciso di comune accordo di non presentare ricorso al Riesame per la revoca della misura restrittiva del braccialetto elettronico perchè era certo con in sede di incidente probatorio tutto sarebbe stato chiarito". E anche i colleghi di lavoro dell'agente parlano di un uomo tranquillo, che non hai dato segni di malessere o turbamento che potessero lasciar dedurre un simile atteggiamento tra le mura domestiche. "Era in malattia da mesi perchè aveva qualche problema depressivo ma nulla che non fosse gestibile in ambito familiare - ricorda un compagno di turno - Siamo rimasti tutti senza parole per le accuse mosse dalla figlia e dalla sua decisione di non combattere per la verità di preferire la morte".

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