Roma, gli occhi del rapinatore lo tradiscono. Coperto da passamontagna, tenta di rapinare il tabaccaio vicino di casa

Ha tentato di rapinare il suo tabaccaio, vicino di casa, ma è stato scoperto e arrestato. Così, i Carabinieri della Stazione Roma Prima Porta, dopo incessanti indagini, sono risaliti ad un 33enne romano e lo hanno arrestato con l’accusa di tentata...

Ha tentato di rapinare il suo tabaccaio, vicino di casa, ma è stato scoperto e arrestato. Così, i Carabinieri della Stazione Roma Prima Porta, dopo incessanti indagini, sono risaliti ad un 33enne romano e lo hanno arrestato con l’accusa di tentata rapina.

L’episodio risale a venerdì scorso quando il malvivente ha fatto irruzione in una tabaccheria di via Arta Terme che, armato di un coltello da cucina e con il viso coperto da un passamontagna, e ha tentato di rapinare il titolare 76enne che è riuscito a metterlo in fuga senza il bottino. Immediatamente sono intervenuti i Carabinieri che hanno sentito la vittima che, in particolare, ha riferito ai militari di aver visto l’aggressore negli occhi e di averlo riconosciuto come un abitante della zona.

Il giorno successivo, la vittima, cardiopatica, ha avuto un malore ed è stata trasportata in ospedale per essere sottoposta ad accertamenti.

Ieri, i Carabinieri della Stazione Roma Prima Porta si sono presentati a casa del 33enne, adiacente alla tabaccheria, lo hanno arrestato e, effettuando una perquisizione domiciliare, hanno rinvenuto e sequestrato il coltello con cui aveva tentato la rapina.

L’arrestato è stato tradotto presso il carcere di Regina Coeli, a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

COLLE OPPIO – CONTROLLI DEI CARABINIERI NEL PARCO DELLA “DOMUS AUREA”. DUE PERSONE ARRESTATE, ALTRE 2 DENUNCIATE A PIEDE LIBERO. IDENTIFICATE 13 PERSONE ACCAMPATE NELLA “FAVELA” SORTA TRA I RESTI MONUMENTALI.

Blitz dei Carabinieri all’interno del parco di Colle Oppio, polmone verde del rione Monti e tesoro archeologico della Capitale che, nella sua estensione, ospita la “Domus Aurea”, villa fatta costruire dall’Imperatore Nerone dopo il grande incendio che distrusse Roma nel 64 d.C.

Per tutta la giornata di ieri, i Carabinieri del Nucleo Operativo della Compagnia Roma piazza Dante, della Stazione Roma Celio e della Compagnia di Intervento Operativo dell’8° Reggimento “Lazio”, hanno passato al setaccio l’intera area del parco che sovrasta il Colosseo, al fine di arginare eventuali fenomeni di illegalità e di degrado. Il bilancio dell’operazione è di 2 persone arrestate e altre 2 denunciate a piede libero.

A finire in manette sono stati un cittadino del Burkina Faso di 21 anni ed un cittadino del Gambia di 39 anni, entrambi nella Capitale senza fissa dimora, sorpresi dai militari mentre, in concorso tra loro, stavano vendendo delle dosi di marijuana ad un “cliente”. Sottoposti alla perquisizione personale, i pusher sono stati trovati in possesso di oltre 30 grammi di cannabis indica e 120 euro, ritenuti provento della loro illecita attività. Gli spacciatori sono stati trattenuti in caserma in attesa del rito direttissimo mentre, per l’acquirente, è scattata la segnalazione all’Ufficio Territoriale del Governo in qualità di assuntore di sostanze stupefacenti.

Le due denunce a piede libero, invece, sono scattate nei confronti di un cittadino della Costa d’Avorio di 19 anni, a Roma senza fissa dimora e con precedenti, già sottoposto al divieto di dimora nel Comune di Roma e trovato in possesso di una banconota da 100 euro contraffatta, e di un cittadino afgano di 23 anni, titolare di permesso di soggiorno, che si è rifiutato di fornire le proprie generalità ai Carabinieri che ne avevano fatto espressa richiesta.

Durante le attività, infine, i Carabinieri hanno controllato l’accampamento abusivo sorto nel cuore del parco, composto da 13 persone tutte di origine africana. Nei loro confronti sono scattate le operazioni di identificazione. Inoltrata anche la segnalazione agli organi competenti affinché si provveda al ripristino del decoro nell’area interessata.

ANZIO – STALKER ARRESTATO DAI CARABINIERI DOPO L’ENNESSIMA AGGRESSIONE ALL’EX CONVIVENTE. TENTA LA FUGA CALANDOSI DAL TERZO PIANO ATTRAVERSO LE TUBATURE DEL GAS.

I Carabinieri dell’Aliquota Radiomobile della Compagnia di Anzio hanno arrestato un 27enne di Anzio, già conosciuto alle forze dell’ordine, con l’accusa di “stalking”.

Il ragazzo non riusciva a rassegnarsi alla fine della sua storia d’amore con l’ex fidanzata di 24 anni, tanto più che la giovane aveva iniziato a frequentare altre persone.

Così, il 27enne ha deciso di renderle la vita impossibile, pedinandola, infastidendola e, addirittura, aggredendola fisicamente. I Carabinieri di Anzio, chiamati ad intervenire a seguito dell’ennesima aggressione subìta dalla ragazza, hanno accertato che il 27enne, negli ultimi mesi, ma in modo particolare in questi ultimi giorni, aveva posto in essere una serie di condotte violente e persecutorie nei confronti della propria ex, coinvolgendo anche persone a lei vicine.

L’episodio che ha portato all’arresto si è verificato due sere fa, quando lo stalker è andato sotto l’abitazione della ex e, incurante della presenza del figlio di pochi anni, l’ha aggredito prendendola ripetutamente a schiaffi.

Il ragazzo, resosi conto dell’arrivo di alcuni familiari e dei Carabinieri, allertati dai diretti interessati, è corso sul terrazzo della palazzina e, nel tentativo di scappare, si è calato da un’altezza di oltre 10 mt. utilizzando le tubature del gas. I Carabinieri, giunti sul posto, si sono preoccupati subito delle condizioni della ragazza che, fortunatamente, non ha riportato gravi lesioni.

Subito dopo, si sono messi sulle tracce dell’aggressore che è stato rintracciato, poco dopo, nei pressi della propria abitazione di Anzio.

Lo stalker è stato, così, arrestato e trattenuto in caserma. Giudicato con rito direttissimo dal Tribunale di Velletri, è stato condannato e sottoposto agli arresti domiciliari.

Nel weekend, i Carabinieri di Anzio avevano già arrestato ad Ardea un cittadino del Sudan che, al culmine di una discussione con la ex convivente, aveva appiccato le fiamme nell’appartamento della compagna distruggendolo.

TOR BELLA MONACA – SMERCIAVANO BANCONOTE DA 50 EURO CONTRAFFATTE.

IN TRE ARRESTATI DAI CARABINIERI. SEQUESTRATI 20MILA EURO FALSI. NELLA LORO CASA RINVENUTA ANCHE UNA PISTOLA CON SILENZIATORE.

I Carabinieri del Nucleo Operativo e Radiomobile della Compagnia di Frascati hanno arrestato tre italiani, una ragazza di 29 anni e due uomini di 31 e 41 anni, tutti con precedenti, con le accuse di introduzione nello Stato di monete falsificate, detenzione e porto abusivo di armi e munizionamento in concorso.

Nei giorni scorsi, alcuni commercianti di Tor Bella Monaca avevano segnalato ai militari di aver ricevuto, da clienti sconosciuti, delle banconote da 50 euro risultate fasulle, oltretutto riportanti lo stesso numero seriale. I Carabinieri di Frascati hanno immediatamente avviato una serie di servizi preventivi, durante i quali sono stati fermati i tre italiani, tutti già conosciuti alle forze dell’ordine, mentre uscivano da un bar della zona. Durante la perquisizione, i tre sono stati trovati in possesso di 500 euro, gruzzolo formato da banconote da 50 euro risultate contraffatte.

Le successive indagini hanno permesso di accertare che i malviventi avevano già smerciato le banconote false in altri negozi della zona, acquistando merce di poco valore in modo da farsi consegnare dai commercianti il resto in denaro “pulito”.

La perquisizione domiciliare, scattata nel villino dove i tre convivevano, ha permesso di sequestrare, occultati dietro una trave in legno di una parete, circa 20.000 euro in banconote contraffatte, perlopiù del taglio da 50 euro, e una pistola semiautomatica con matricola abrasa, dotata di un silenziatore e numerose munizioni.

Sono tuttora in corso le indagini dei Carabinieri della Compagnia di Frascati per verificare se l’arma possa essere o meno collegata ad eventi criminosi che hanno interessato la periferia Sud-Est della Capitale, motivo per cui verrà inviata al più presto agli esperti di balistica del R.I.S. di Roma affinché venga sottoposta alle analisi di laboratorio.

I tre malviventi sono stati portati nel carcere di Rebibbia, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

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