Roma, in manette Umberto e Francesco Bellocco della ndrangheta di Rosarno  si nascondevano nella capitale 

Nel corso della notte a Roma e Palmi (RC), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, con la collaborazione dell’Arma locale, hanno arrestato 3 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia...

Nel corso della notte a Roma e Palmi (RC), i Carabinieri del Nucleo Investigativo del Reparto Operativo del Comando Provinciale di Roma, con la collaborazione dell’Arma locale, hanno arrestato 3 persone in esecuzione di un’ordinanza di custodia cautelare in carcere

emessa dal GIP presso il Tribunale di Roma su richiesta della Procura della Repubblica di Roma – Direzione Distrettuale Antimafia. I tre arrestati, tutti di origine calabrese, sono ritenuti responsabili dei reati di favoreggiamento personale e procurata inosservanza di pena, con l’aggravante, per avere operato al fine di agevolare la cosca della ‘ndrangheta “BELLOCCO”, operante a Rosarno (RC) e comuni limitrofi.

La misura cautelare si basa sulle risultanze acquisite dal Nucleo Investigativo del Reparto Operativo Carabinieri di Roma a seguito della cattura dei latitanti BELLOCCO Umberto (cl. 1983) e BELLOCCO Francesco (cl. 1989) eseguito dai Carabinieri della Stazione di Roma Casalotti il 24 luglio 2012 nel corso di un normale servizio di controllo del territorio, indagini che hanno consentito di individuare la rete di persone di cui i due BELLOCCO si avvalevano per trascorrere indisturbati la loro latitanza nella città di Roma.

L’arresto dei BELLOCCO fu eseguito in circostanze rocambolesche da una pattuglia di Carabinieri in servizio serale che decise di procedere al controllo di un gruppo di giovani che sostavano in strada nei pressi di un complesso residenziale di via Carentino. Alla vista dell’autoradio dei Carabinieri, i giovani si diedero alla fuga al fine di sottrarsi al controllo e i militari riuscirono a bloccarne due i quali, in un primo momento fornirono dei documenti di identità falsi e, successivamente, furono identificati nei citati cugini BELLOCCO Umberto e Francesco, all’epoca entrambi latitanti da due anni, in quanto destinatari di numerosi provvedimenti restrittivi emessi dalle A.G. di Palmi (RC) e Reggio Calabria nel 2010 per gravi reati, tra i quali anche il reato associativo di tipo mafioso.

Riguardo allo spessore criminale dei due latitanti, si evidenzia che:

- BELLOCCO Umberto (classe ’83) è figlio di BELLOCCO Giuseppe, classe ‘48, con precedenti per associazione mafiosa, omicidio, estorsione, armi e altro, già latitante inserito nell’elenco dei 30 ricercati di massima pericolosità del Ministero degli Interni ed arrestato dal ROS dei Carabinieri nel 2007, in atto detenuto presso la casa circondariale di Terni, cugino di BELLOCCO Gregorio, quest’ultimo capo storico dell’omonima cosca;

- BELLOCCO Francesco (classe ’89) è figlio di BELLOCCO Carmelo, latitante fino al 1994, in atto detenuto presso la casa circondariale di L’Aquila, ritenuto elemento di spicco, unitamente al fratello Umberto (cl. 37) della medesima cosca.

In considerazione dello spessore criminale dei due latitanti arrestati, rampolli di un clan la cui operatività nella piana di Gioia Tauro è stata accertata con numerose sentenze, le indagini furono immediatamente assunte dai Carabinieri del Nucleo Investigativo di via in Selci che individuarono nell’immediatezza un appartamento sito a Casalotti in via Perlo, dove i due latitanti avevano predisposto la loro base logistica.

La perquisizione del covo consentiva di stabilire che i due ricercati si erano stabiliti a Roma da alcuni mesi ed erano operativi in attività illecite sul territorio; nel covo che era dotato di impianto di videosorveglianza, furono infatti rinvenuti numerosi telefoni, computer portatili, Jammer, ricevitori radio, macchine conta banconote, bilancini elettronici di precisione, un blocco notes con cifre ed appunti in codice, nonché l’Epistola di Leone IV, utilizzata dagli affiliati della ‘ndrangheta nel rito di iniziazione svolto in occasione delle nuove immissioni nelle cosche. I latitanti disponevano inoltre di 3 auto e 2 moto nuovissime, intestate a dei prestanome e poste sotto sequestro.

Le successive indagini del Nucleo Investigativo di Roma hanno consentito di acquisire gravi indizi di colpevolezza a carico degli odierni arrestati, M. A. (classe ’83), originario di Oppido Mamertina ma residente a Roma in zona Boccea e vicino al clan GALLICO di Palmi (RC), C. L. (classe ’83), originario di Palmi e G.A.R. (classe ’78) originario di Taurianova (RC); i tre avevano il compito di provvedere al supporto logistico necessario ai due latitanti per vivere in clandestinità. I tre personaggi, infatti, a vario titolo, avevano reperito e messo a disposizione dei cugini BELLOCCO l’appartamento di via Perlo, le autovetture e i motocicli, fittiziamente intestati, nonché i documenti di identità.

I tre arrestati sono stati condotti in carcere.

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