Rocca Priora, il bluff di Ballarò sulle consulenze fasulle non andato a buon fine

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Con un autentico blitz una troupe di Rai 3 ha fatto irruzione negli uffici dell’ente montano alla ricerca di sprechi e consulenze "fasulle". Già un’ altra volta Rai1 con l'Arena di Massimo Giletti aveva usato lo stesso...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO: Con un autentico blitz una troupe di Rai 3 ha fatto irruzione negli uffici dell’ente montano alla ricerca di sprechi e consulenze "fasulle". Già un’ altra volta Rai1 con l'Arena di Massimo Giletti aveva usato lo stesso metodo alla ricerca di auto blu, ma la scoperta di trattori camion e auto grigie usate per servizi tecnici non aveva prodotto i risultati sperati e quindi il servizio non è mai andato in onda.

Anche stavolta le cose non sono andate diversamente in quanto le consulenze e le spese sostenute erano relative a incarichi professionali per la redazione di progetti finanziati dall'Unione Europea per lo sviluppo agricolo turistico e culturale del territorio. Professionalità di cui l'ente non dispone ed è quindi costretto, previa procedura selettiva, a ricorrere al mercato secondo le leggi vigenti in materia.

L’attenzione del Servizio Pubblico si è allora concentrata sui costi dei professionisti ma anche in tal caso, essendo le tariffe professionali fissate per legge in proporzione all’importanza dell’opera da realizzare ed in relazione ai limiti imposti dall’Unione europea, non si è potuto realizzare lo “scoop”.

La giornalista - Emanuela Giovannini consulente Rai - ha anche tentato di puntare più in alto chiedendo se valesse ancora la pena tenere aperte le comunità montane scoprendo però che non solo è l’unico ente locale ad intercettare una significativa quota di finanziamenti europei, regionali e nazionali in settori direttamente incidenti sullo sviluppo locale dell’area (Risanamento idrogeologico, agricoltura e forestazione, turismo, beni culturali, gestioni associate dei servizi e delle funzioni comunali ecc) ma la stessa Unione Europea chiederà ai paesi membri la costituzione di Comunità locali per lo sviluppo quale condizione necessaria per l’accesso alla programmazione 2014 – 2020.

A questo punto ci aspettavamo che, contrariamente a quanto avvenuto con Massimo Giletti , Giovanni Floris utilizzasse le oltre tre ore di riprese e interviste, con la relativa interruzione del lavoro del Direttore generale, di alcuni dipendenti e del Presidente, anche per evidenziare le buone pratiche e le positività di molte pubbliche amministrazioni. Avevamo sperato che la puntata di Ballarò dello scorso martedì, potesse essere l’avvio di un nuovo metodo editoriale che facesse emergere il positivo dell’attività di molti servitori dello Stato allo scopo di determinare modelli di confronto utili ai cittadini per incalzare altre amministrazioni (e non solo pubbliche) soprattutto di medie e grandi dimensioni nelle quali si annidano spesso le maggiori inefficienze, ed accendesse invece i riflettori sulle attività degli organismi deputati al controllo.

Purtroppo il servizio mandato in onda ha avuto unicamente come soggetto protagonista un consigliere di opposizione del Comune di Rocca Priora (avversario politico del presidente della Comunità Montana) il quale ha partecipato al “gioco” senza neanche saper spiegare il perché dell'allocazione di poste nel bilancio del suo comune riferite ai servizi erogati per esso dalla Comunità Montana (Sistema museale territoriale, Sportello unico per le Attività produttive, Gestione associata dello sviluppo, Casa del Volontariato e dell’associazionismo, Sportello inserimento lavorativo

persone disabili, Gestione associata sul randagismo). Misteri della politica localistica e dell’uso del servizio pubblico!

Anche le spiegazioni date dall’On. Serracchiani ci sono sembrate quantomeno superficiali facendo intendere l’esistenza di artifici contabili di cui non siamo a conoscenza ne tantomeno utilizzatori. Sul sito della Comunità Montana www.cmcastelli.it/Amministrazionetrasparente è possibile comunque documentarsi su tutta l’attività dell’ente.

E pensare che da cinque anni si sta tentando di smontare una istituzione sovra comunale ed un modello di governance che l’Unione Europea richiederà per accedere ai fondi strutturali e che probabilmente la Regione Lazio sarà costretta a ripensare e rivalorizzare già dai prossimi mesi se vuole procedere seriamente allo sviluppo della aree interne svantaggiate.

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