Ciampino, la soprintendenza appone il vincolo sulla zona 167. Lupi: "cosi si tutelano solo alcune persone"

"La comunicazione dell’avvio del procedimento di dichiarazione per “tutelare la conservazione e consentire la fruibilità dello scenario formato da “Il portale e le Mura dei Francesi”, da parte della Soprintendenza per i Beni architettonici e...

"La comunicazione dell’avvio del procedimento di dichiarazione per “tutelare la conservazione e consentire la fruibilità dello scenario formato da “Il portale e le Mura dei Francesi”, da parte della Soprintendenza per i Beni architettonici e paesaggistici del Lazio, giunge tanto inaspettata, quanto grave nei suoi contenuti e presupposti". Queste le dichiarazioni del Consigliere regionale del Partito Democratico e vice presidente della Commissione Bilancio, Simone Lupi.

"Più che teso a tutelare i beni culturali, il provvedimento sembra rispondere ad una sorta di “servizio a domanda individuale” per tacitare i desiderata del locale comitato per la difesa dei beni comuni, senza comprendere quelle delle decine di famiglie in attesa di una casa. Non si comprenderebbe altrimenti la schizofrenica attività messa in atto dalla citata Soprintendenza che già nell’anno 2008, con un provvedimento viziato nella forma e poi nel 2009, con un altro emesso a “tutela dei “Muri dei Francesi”, aveva posto un analogo vincolo e poi – anche sulla scorta delle osservazioni pervenute da più parti - lo aveva parzialmente revocato".

"Cosa è cambiato dal 2009 ad oggi? Nulla sotto il profilo della tutela dei “coni visuali verso i portali inseriti nelle Mura dei Francesi”. Anzi il portale della Marcandreola nel frattempo è rovinato a terra (per incuria, non solo da parte della società proprietaria dell’immobile!) e sino ad oggi a nulla sono valsi gli sforzi compiuti dal Comune di Ciampino per addivenire al suo recupero, attraverso l’anastilosi dei reperti originali".

"Si obietterà: ma nel frattempo in loco sono stati rinvenuti i reperti archeologici attribuiti alla Villa del Console Messala! Bene, anche su questo la competente Soprintendenza archeologica per il Lazio aveva espresso i propri pareri ed autorizzato – con prescrizioni adeguate alla tutela e alla valorizzazione del sito rinvenuto – la prosecuzione dei lavori, avvenuti a seguito di una apposita Variante al PRG che teneva conto anche delle prescrizioni imposte dalla stessa Soprintendenza".

"Il particolare clima di sfiducia nella politica che attraversa il nostro Paese dovrebbe, poi, suggerire a chi ha ricoperto incarichi di prestigio di non cavalcare come una mosca nocchiera la protesta tout-court da una parte e a recriminare, invece, sui giornali locali, “i gravi danni per l’economia, l’occupazione, le casse del comune e le aspettative dei cittadini”. A tutto c’è un limite!"

"Con senso di responsabilità, auspico, quindi, che l’azione del Ministero per i beni culturali a difesa del paesaggio e dell’ambiente non si trasformi in uno strumento di parte, asservito alle logiche demagogiche di chi, oggi, non partecipando alla vita pubblica amministrativa, pensa di sovvertirla con azioni tanto irresponsabili quanto scriteriate".

"Sono certo, invece, che l’accesso al diritto alla casa anche alla fasce sociali meno abbienti possa contemperarsi con le esigenze di tutela ambientale, in quanto ambedue generate dalle esigenze di “pubblico interesse” che deve perseguire la pubblica amministrazione; - conclude il Consigliere regionale Lupi - anche la Soprintendenza ai Beni architettonici e paesaggistici del Lazio".

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