Colleferro, negata l’autorizzazione al gruppo consulta le donne per manifestare in piazza

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA INA CAMILLI: Proviamo preoccupazione mista a ridicolo per il fatto che la Questura di Roma, in collaborazione con il comando di PS di Colleferro, autorizza la richiesta del gruppo Consulta le Donne di manifestare...

RICEVIAMO E PUBBLICHIAMO DA INA CAMILLI: Proviamo preoccupazione mista a ridicolo per il fatto che la Questura di Roma, in collaborazione con il comando di PS di Colleferro, autorizza la richiesta del gruppo Consulta le Donne di manifestare pacificamente e democraticamente, mentre il Sindaco Cacciotti, con delega alle politiche per le pari opportunità ci nega la libertà di manifestare pacificamente e democraticamente in piazza Italia per la concomitanza dei lavori del Consiglio comunale.

Il Sindaco Cacciotti motiva il diniego con generiche “ragioni di opportunità” (siamo donne inopportune!), ma l'art. 18 del Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza, sulle Riunioni pubbliche e degli assembramenti in luoghi pubblici, prevede che esse possano essere impedite dal Questore solo per ragioni di ordine pubblico, di moralità o di sanità pubblica.

Gli artt. 17 e 18 della nostra Costituzione garantiscono ai cittadini il diritto di riunirsi pacificamente e senz'armi. Per le riunioni, anche in luogo aperto al pubblico, non è richiesto preavviso. Delle riunioni in luogo pubblico deve essere dato preavviso alle autorità, che possono vietarle soltanto per comprovati motivi di sicurezza o di incolumità pubblica.

E stabilisce che i cittadini hanno diritto di associarsi liberamente, senza autorizzazione, per fini che non sono vietati ai singoli dalla legge penale. Sono proibite le associazioni segrete e quelle che perseguono, anche indirettamente, scopi politici mediante organizzazioni di carattere militare.

Il Sindaco Cacciotti, con delega alle politiche per le pari opportunità, è la seconda volta che, abusando del potere che la Legge gli conferisce, ci vieta, con decisione immotivata e antidemocratica, di incontrare Cittadini e sostenitori in un luogo pubblico all'aperto, dove a destra ha sede la Caserma dell'Arma dei Carabinieri ed a sinistra la Casa comunale.

La decisione discrezionale e antipolitica del Sindaco è un atto di sfiducia nei confronti dei suoi Concittadini, di noi Donne e delle Forze dell'ordine, che sono ovviamente in grado di far fronte alle nostre - supposte - intemperanze.

Non si tratta - sia chiaro - di un'offesa nei nostri confronti - anzi, ci teme al punto tale che negandoci la piazza ci conferma quanto siamo forti - ma della Sua debolezza e del fatto che il Sindaco, con la Sua decisione, ci impedisce di esercitare i nostri diritti costituzionali.

Desta meraviglia che la discussione oggi in Consiglio comunale di una Mozione dei consiglieri di opposizione sul rispetto della sentenza del TAR LAZIO preoccupi così tanto il Sindaco Cacciotti!

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Il TAR LAZIO infatti ha ACCOLTO, con Sentenza dell'11.9.2013 (n.8296) il ricorso contro la composizione della Giunta formata da soli uomini, presentato dalla Rete per la parità, Consulta le donne e Cittadine/i di Colleferro; ha AFFERMATO il principio che la pari rappresentanza di genere nella Giunta è da indicarsi nel 40 per cento e ha CONDANNATO il Sindaco Cacciotti, con delega alle politiche per le pari opportunità, ad integrare la Sua Giunta con la nomina di Assessori donne.

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