Ferentino, la crisi economica ciociara vista dalla Federlazio. Importante incontro all'Hotel Bassetto

"Una volta c’era Andreotti che portava le industrie in Ciociaria, oggi si rincorre il treno ad alta velocità per andare a Roma" con questa sarcastica battuta ha chiuso il suo intervento il Prof. Giuseppe De

Federlazio 12

"Una volta c’era Andreotti che portava le industrie in Ciociaria, oggi si rincorre il treno ad alta velocità per andare a Roma" con questa sarcastica battuta ha chiuso il suo intervento il Prof. Giuseppe De

Rita, Presidente del Censis, al convegno indetto da Federlazio Criticità e strategie di Rilancio delle PMI” svoltosi presso l’hotel Bassetto di Ferentino alla presenza delle massime autorità Civili e militari della Provincia di Frosinone.

E’ stato il direttore Roberto Battisti a presentare gli ospiti a cominciare dal Sindaco di Ferentino, nonché Presidente della Provincia di Frosinone Antonio Pompeo che ha riaffermato: "la provincia starà molto vicina alle PMI". Il Sindaco di Frosinone Nicola Ottaviani ha detto che si deve dare più forza al silenzio assenso per risolvere la burocrazia. Il Prefetto Emilia Zarrilli ha precisato che tutti si debboono assumere le proprie responsabilità anche e soprattutto nella pubblica amministrazione. L’On.Nazareno Pilozzi (PD) venuto a rappresentare il Sottosegretario per la semplificazione delle PA On. Angelo Rughetti, ha parlato bene del governo Renzi e di quanto si sta facendo oggi in Italia, grazie anche alle opposizioni che su certi temi danno una mano a governare questo paese, secondo Lui, uscito dalle macerie dei governi precedenti.

Ha portato i saluti anche il Direttore Generale di Federlazio Luciano Moggi, e poi è toccato al presidente di Federlazio Alessandro Casinelli che ha parlato della burocrazia che sta uccidendo lo sviluppo economico Italiano e quello ciociaro in particolare, ma soprattutto della solitudine dell’imprenditore che è indeciso se investire perché c’è un pregiudizio strisciante. L’impresa parla una lingua, la burocrazia ne parla un’altra ed invece c’è necessità della certezza delle regole che devono essere uguali per tutti e più velocità nella burocrazia.

Infine il lucido intervento del presidente del CENSIS prof. Giuseppe De Rita. “Da quello che si capisce ci sono tre motivi dominanti. Un aumento della solitudine rispetto a Roma. Tutto il dopoguerra è stato legato a Frosinone che cresceva perché aveva Roma vicino, aveva la politica vicina, aveva il pubblico vicino e aveva anche la Cassa per il Mezzogiorno ed aveva una capacità anche politica di portare la FIAT o di portare i farmaceutici ad Anagni. Oggi è limitata. C’è sempre meno questo rapporto stretto con Roma e quindi poi escono fuori le lamentele. Si parla dello scollegamento dell'asse Cassino-Frosinone-Roma. In pratica, tutto viene in qualche modo accentrato su Roma. Le responsabilità dell’Amministrazione periferica sono in qualche modo minori. C’è meno autonomia. Insomma, portiamo tutto a Roma e questo se per Sondrio non è granché importante e per chi sta troppo vicino a Roma, significa che poi la gente va a Roma. Quindi è uno svuotamento dell’amministrazione periferica che qui è più pesante che altrove, sostanzialmente è la distruzione di alcune realtà intermedie come la Camera di Commercio e la Provincia ha creato, così, un ulteriore deserto intermedio per cui tutto va a Roma, allora perché io devo stare qua? Non c’è nulla che abbia potere. La terza cosa è che tutto sommato questa è una cultura industriale nata 50 anni fa e quindi la prima crisi di cultura industriale è questa. Non la prima crisi industriale, la prima crisi di convinzione. Io ricordo sempre quando andai a pranzo la prima volta, mi dissero questa è la terza crisi che abbiamo nel dopo guerra. Erano gli anni 70, perché la prima l’abbiamo avuta subito dopo la guerra, poi abbiamo avuto la guerra di mezzo quella di Corea. Le crisi industriali sono rapide posso essere risolte se c’è una cultura industriale solida. Se la cultura industriale è meno solida, perché è troppo giovane , abbiamo 200 anni di cultura industriale La cultura industriale subisce oggi la prima crisi della Sua storia e quindi sarà più lenta a rimettersi in carreggiata , proprio perché è una crisi di cultura, non è una crisi di congiuntura economica”. Secondo il suo pensiero l’accorpamento che vorrebero fare attraverso la Regione con la Campania? Non ci credo. E’ una questione giornalistica e basta. Ma c’è una proposta di Legge? Sta li. Dei tre fattori che lei ha citato nel suo discorso quant'è la responsabilità della politica? "E’ La storia . Perché non ci sono colpe. Andreotti non c’é più. Andreotti aveva fatto del frusinate la sua base elettorale. Se poteva portarci dentro un’aziendina di motociclette la portava. Il rapporto con la Cassa del Mezzogiorno era il più stretto possibile . C’era una contiguità naturale, che oggi eliminata quella contiguità naturale la sentiamo come crisi di distanza. Non possiamo dire aridatece Andreotti , però, dateci il collegamento veloce. Non è.. dateci il collegamento veloce…”.

Tra il pubblico del convegno abbiamo notato il Presidente della Camera di Commercio Marcello Pigliacelli, il Questore di Frosinone Filippo Santarelli, Aldo Mattia Direttore Regionale Coldiretti, Dott. Achille Pagliuca (presidente ACI Provincia frosinone), l’ex Presidente della Provincia Antonello Iannarilli ed il Sen. Francesco Scalia. La serata si è conclusa con una conviviale durante la quale c’è stata una tombola di beneficenza in favore della Fondazione Boccadamo che vuole istituire una scuola di orafo per portatori di Handicap.La manifestazione si è svolta con il determinante contributo della filiale della BCC di Roma di Frosinone

Giancarlo Flavi

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