Frosinone, 27 anni di carcere per Eraldo Marchetti l’omicida di Segni. La sentenza dopo 7 ore di attesa

“Papà non ha voluto offendere la memoria di vostra madre. Quel giorno non ero in me. Il mio gesto è stato sconsiderato e catastrofico. Speriamo che un giorno mi

Segni Maria Manciocco

“Papà non ha voluto offendere la memoria di vostra madre. Quel giorno non ero in me. Il mio gesto è stato sconsiderato e catastrofico. Speriamo che un giorno mi

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vogliate perdonare”. Con quest’ultimo appello dell’omicida Eraldo Marchetti, forse ha scongiurato l’ergastolo, ma non 27 i anni di galera. E’ questa la sentenza emessa dalla Corte di Assise di Frosinone, presieduta dal giudice Stirpe nei confronti dell’omicida di Segni il Maresciallo dell’Aeronautica, in servizio al Moscardini di Frosinone, Eraldo Marchetti. Davanti ai due figli minorenni, la mattina del 16 febbraio 2014, l’uomo colpi con alcune martellate la moglie alla testa Maria Manciocco, insegnante delle materne a Gorga, e poi si andò a costituire al Commissariato della polizia di Colleferro.

Dopo la richiesta dell’ergastolo avanzata dal pubblico ministero, prima che la Corte decidesse ci sono volute sette ore e solamente a tarda serata è uscita la sentenza nella giornata di lunedì scorso. In precedenza c’erano state le repliche degli avvocati e solo per ultimo il maresciallo ha preso la parola. Lo ha fatto per chiedere perdono ai loro figli, nelle mani portava un foglio dal quale ha letto alcuni passaggi con voce troppo bassa, ai limiti del comprensibile anche alla corte “Dite che sono un assassino, dite quello che volete ma sull’onestà non transigo”. L’uomo ha voluto replicare alle accuse della parte civile di non aver voluto contribuire economicamente al sostegno dei figli ed ha riferito che una sua offerta tramite il nipote è stata respinta, così come l’aeronautica senza una sentenza sull’affidamento non avrebbe inviato soldi ai minori. Poi rivolto ai figli ha detto: “Perdonatemi per il dolore in cui siete costretti a vivere. Ogni cosa che farò sarà per il vostro benessere. Mi mancate. Purtroppo non mi è stato permesso neanche di scrivervi. Anche chi fa professione di fede non ha potuto o voluto intercedere”. Nelle fasi finali del processo il PM Strangio ha ricordato che tutto era stato riscontrato ed ha chiesto a Marchetti di dargli uno spunto per escludere la premeditazione “Ho fatto 17 domande – ha affermatp il pm - per capire cosa ha scatenato l’omicidio e per 17 volte mi ha risposto che non c’è stato nessun litigio. Non ha accettato che gli sono stati messi contro i due bambini e i dubbi sulla paternità. Il pm ha esclamato: “Il suicidio si sbandierava agli amici ma il giorno dopo uccide la moglie” contestandogli l’aggravante della crudeltà per chiedere l’ergastolo. Ovviamente, per la condanna hanno insistito le parti civili, in rappresentanza della famiglia della donna, dei figli e delle associazioni attraverso gli avvocati Simona Simeone, Alessandro Cassiani, Wirma Conti, Marco Fagiolo e Eugenia Scognamiglio. Con altrettanta passione gli avvocati Patrizia Valeri e Saveria Mobrici hanno insistito nel chiedere l’assoluzione dell’imputato “per vizio totale di mente”- “ Non voleva uccidere. Tutti hanno visto la sofferenza di quest’uomo. Non c’è correlazione tra arma è imputato. Marchetti stava male non era in grado di capire quello che è successo sbaglia perfino piazzale e suona alla Guardia di Finanza. Come poteva sbagliarsi”? Quindi, c’è stato, l’intervento dell’imputato, dopo sette ore di Camera di Consiglio, il tribunale presieduto dalla Dott.ssa Marina Stirpe a latere Farinella ed i giudici popolari, ha emesso la pesante condanna a 27 anni di reclusione con una provvisionale di 150 mila Euro in favore dei Figli e condanna delle spese legali .

Giancarlo Flavi

Giancarlo Flavi

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