Il consiglio regionale del Lazio approva le modifiche al piano gestione rifiuti

Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Francesco Storace (La Destra) ha approvato a maggioranza la delibera consiliare che modifica il piano di gestione dei rifiuti.

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Il Consiglio regionale del Lazio, presieduto da Francesco Storace (La Destra) ha approvato a maggioranza la delibera consiliare che modifica il piano di gestione dei rifiuti.

In sostanza viene abolito il cosiddetto “scenario di controllo”, una sorta di piano “B” previsto nel caso in cui non fossero stati raggiunti gli obiettivi del piano, l’incremento della raccolta differenziata fosse fermo allo 0.9 per cento annuo e la quantità di rifiuti raccolti fosse in aumento.

“In realtà – ha spiegato l’assessore Michele Civita – i dati pubblicati a giugno 2013 dall’Istituto superiore per la protezione e ricerca ambientale (Ispra) ci dicono che i rifiuti dal 2011 al 2012 sono diminuiti (da 3 milioni e 315mila tonnellate a 3 milioni e 201mila) e la raccolta differenziata è cresciuta dal 16,5 per cento del 2010 al 22,1 del 2012. Le previsioni dello scenario di controllo, insomma, non si sono avverate. Abolire lo scenario di controllo significa anche avviare l’attività di monitoraggio e revisione del piano, in maniera da rivedere, diminuendolo, il fabbisogno di impianti. Avvieremo da subito un processo di partecipazione, coinvolgendo gli enti locali. Infine, con questa delibera diamo anche una risposta ai cittadini che, proprio su questo punto, avevamo raccolto le firme per un referendum”.

Contrario il Pdl: Pietro Di Paolo, Antonello Aurigemma, Giuseppe Cangemi, Fabio De Lillo e Luca Gramazio, nei loro interventi, hanno parlato di “provvedimento affrettato e demagogico. La giunta doveva piuttosto venire a spiegarci quale sono le sue intenzioni sul piano, dove verranno localizzati gli impianti, ci saremmo aspettati qualcosa di più. Lo scenario di controllo rappresentava una rete di sicurezza, eliminarlo ci fa tornare a rischio emergenza. Rimane il dubbio che questo provvedimento serva soltanto a evitare il referendum”.

Silvia Blasi, Valentina Corrado e Silvana Denicolò (M5S), annunciando il voto a favore del suo gruppo, ha chiesto alla giunta “maggior impegno per rimediare alla cattiva gestione del passato. Servono risposte chiare e massima trasparenza sulle strategie per superare l’emergenza, soprattutto a Roma: servono politiche di riduzione e riciclo dei rifiuti”.

“Si tratta di una scelta coraggiosa – ha sostenuto Cristiana Avenali (Per il Lazio) - mi dispiace che l’opposizione eviti di entrare nei contenuti, preferendo la polemica. Questo è il primo passo per invertire la rotta sulla gestione dei rifiuti”.

Di “primo passo per raggiungere gli obiettivi indicati dall’Unione Europea” ha parlato anche Simone Lupi (Pd), per il quale “questa è la sfida più difficile dopo il tema della sanità. Con la delibera di oggi togliamo di mezzo tutti gli alibi”. Gino De Paolis (Sel) ha dichiarato che “vanno responsabilizzati i territori. Noi pensiamo che la strada sia quella di incrementare la raccolta differenziata porta a porta”. Per Fabrizio Santori (La Destra) serve “un consiglio straordinario sui rifiuti, perché non si capisce la politica della maggioranza su questo tema. Sono troppe le domande a cui non abbiamo ancora avuto risposte”.

Michele Baldi (Lista Civica) ha ringraziato “l’assessore per il coraggio dimostrato. Dopo 40 anni oggi cominciamo a invertire la rotta. Dobbiamo mettere in campo un progetto “rifiuti zero”. Si può fare di più, ma questo è un segnale forte”. Secondo Giancarlo Righini (FdI) “vanno evitati toni trionfalistici, non si raggiunge il 65 per cento di differenziata con questo provvedimento. Il mio voto favorevole è un’apertura di credito, anche rispetto agli impegni assunti da Civita. Questo deve essere solo il primo passo”.

Nella sua replica l’assessore Civita ha parlato di delibera “che dà un indirizzo preciso alle amministrazioni locali. Non un provvedimento demagogico, perché si basa sui numeri, ma un provvedimento politico. L’indirizzo è che il piano deve essere realistico, non ci può essere lo scenario di salvaguardia di cui parla l’opposizione”.

Prima del voto sulla delibera sono stati approvati due ordini del giorno presentati dal Pdl. Il primo prevede la necessità di un parere del commissione consiliare competente in caso di avvio di procedura di valutazione di impatto strategico per la previsione del nuovo fabbisogno impiantistico. Con il secondo si chiede una seduta straordinaria del consiglio regionale sulla questione rifiuti stessa.

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