Paliano, i detenuti del carcere favorevoli alla scomunica dei mafiosi lanciata Papa Francesco

I detenuti pentiti nel carcere di massima sicurezza di Paliano sono molto favorevoli alla scomunica che Papa Francesco ha lanciato di recente contro i mafiosi. I pochi, anzi i pochissimi polemici, sono coloro che stanno scontando il 41 bis.

I detenuti pentiti nel carcere di massima sicurezza di Paliano sono molto favorevoli alla scomunica che Papa Francesco ha lanciato di recente contro i mafiosi. I pochi, anzi i pochissimi polemici, sono coloro che stanno scontando il 41 bis.

Questo è quanto emerge da "radio carcere", dove giovedì scorso è stato presentato il corso di iconografia con la Comunità Sant’Egidio.

I detenuti del Carcere sono davvero molto felici di aver accettato tale incarico dalla Sig.ra Luigia Aragozzini, della Comunità Sant’Egidio di Roma, venuta a Paliano per parlare con coloro che dovranno realizzare le basi per le iconografie. Per loro l'incisione ha un alto valore morale, perché lavorare per la Comunità di Sant’Egidio è un grande onore.

I detenuti hanno preso coscienza ed accettato con orgoglio la scomunica del Papa per tutti i mafiosi italiani, altro che inchino. Costoro sono i pentiti di mafia, camorra, ndrangheta e sacra corona unità che non vedono l’ora di togliersi da dosso il fardello delle varie associazioni delinquenziali perché hanno capito quanto male stanno facendo le varie mafie italiane.

Quindi, detenuti coscienti e responsabili, che all’interno dell’Istituto di pena di Paliano, stanno cercando una nuova identità per essere più liberi e soprattutto per salvaguardare anche le loro famiglie.

Spesso il diventare un dissociato o ancora un pentito di mafia, rappresenta una situazione molto dolorosa per chi lo fa. Però, ritrovandosi in cella con altri detenuti simili sicuramente si incoraggiano a vicenda e questo li aiuta moltissimo.

Una volta scontata la pena escono dal carcere con una nuova identità, sconosciuta anche i direttori dei vari carceri dove questa gente è detenuta. Dovrebbero rifarsi una vita con i mestieri che imparano in carcere ed a Paliano, oltre al corso da pizzaiolo, da ceramista, di custodia per le Capre, di attenzione per i conigli e per le papere oltre ovviamente al magnifico orto adesso è arrivato anche il corso per le tavole delle iconografie per la Comunità di Sant’Egidio ed è questo il terzo laboratorio in Italia.

Nel carcere di Paliano, sono rinchiusi oltre 60 detenuti, tra i quali anche pochissime donne e tutti hanno motivo di partecipare alle iniziative anche culturali, come quella che si terrà il 10 sera con il laboratorio Teatrale preparato dal sociologo Filippo Carlini, dal titolo “ Però, che noia la domenica”.

Giancarlo Flavi

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