Regione Lazio, Abbruzzese (FI); dai fondi europei maggiori risorse per automotive ed aerospazio

“La crisi in corso ha accentuato le difficoltà di numerosi settori di tradizionale specializzazione, come l’automotive, emblematico il caso della FIAT di Cassino e del relativo indotto, ma anche le specializzazioni dei poli e distretti che...

“La crisi in corso ha accentuato le difficoltà di numerosi settori di tradizionale specializzazione, come l’automotive, emblematico il caso della FIAT di Cassino e del relativo indotto, ma anche le specializzazioni dei poli e distretti che compongono il variegato tessuto produttivo (in particolare manifatturiero) della regione.

Un ruolo di rilievo pare ancora assegnato all’industria che, pur rappresentando il 18% del valore aggiunto regionale, determina - attraverso molteplici connessioni con il sistema produttivo (ivi incluse con le attività dei servizi) - un’intensa attivazione dell’economia. Ed è su questo tessuto produttivo su cui pesano le trasformazioni strutturali indotte dalla competizione da costi, dal rinnovo dei modelli di business, dall’internazionalizzazione dell’economia, su eccellenze come il distretto aerospaziale del Lazio, protagonista dei più importanti programmi spaziali europei,bisogna incrementare gli investimenti nella programmazione dei Fondi Europei 2014-2020. Oltre che avviare una pianificazione concreta per lo sviluppo e la riconversione dei siti inquinati della Valle del Sacco". Lo ha dichiarato Mario Abbruzzese, vice presidente della Commissione Sviluppo Economico Lavoro e PMI.

“Diventa tuttavia indispensabile, prevedere nell'elaborazione delle linee di indirizzo per un uso efficiente delle risorse finanziarie destinate allo sviluppo 2014 – 2020 che stiamo discutendo in II commissione, provvedimento che prevede la ripartizione delle risorse finanziare per la programmazione settennale di 2 miliardi e 651 milioni di euro, avviare una mobilitazione e un confronto più vasto, nella fase di condivisione e di selezione degli investimenti per le politiche di sviluppo che coinvolga tutti, dalle rappresentanze datoriali e sindacali, ai territori alle associazioni di categoria, a quelle no profit ed in generale a tutti quegli interlocutori, istituzionali e non, che possano dare il proprio aiuto per perfezionare un documento strategico così importante e aderente a reali necessità della Regione. A tal fine e sempre nella logica di fornire piccoli ma costruttivi contributi al documento oggetto di discussione, si debba partire da queste 4 macro areee che oggi rappresentano delle criticità ma possono costituire una opportunità di sviluppo per il futuro. Ovvero, i settori produttivi locali, l’innovazione (reti a banda larga), la crescita Inclusiva: società e capitale umano, l’evoluzione dei processi di governance e il riordino dei poteri locali.

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Infine fondamentale sarà per lo sviluppo di un comparto economico importante come l'agricoltura, incentivare le nuove generazioni tramite provvedimenti concreti in grado di attingere risorse dal Fondo Europeo Agricolo e di Sviluppo Rurale". Ha concluso Abbruzzese.

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