Roma, in fumo piu’ di 700 kg di droga sequestrata dai carabinieri a seguito degli arresti eseguiti nelle piazze della movida

I Carabinieri del Gruppo di Roma hanno distrutto presso l’inceneritore di Ponte Malnome, dell’azienda AMA, i 729 kg di sostanze stupefacenti, sequestrati nell’ultimo anno,

I Carabinieri del Gruppo di Roma hanno distrutto presso l’inceneritore di Ponte Malnome, dell’azienda AMA, i 729 kg di sostanze stupefacenti, sequestrati nell’ultimo anno,

nelle diverse operazioni e servizi antidroga condotti per contrastare lo spaccio nelle piazze della Movida romana. Sono andati in fumo 543 chili di marijuana, 172 chili di hashish, 8 chili di cocaina, 2 chili di eroina, 4 chili tra di shaboo, metanfetamina, metadone ed ecstasy. Man mano che veniva sequestrata, la droga veniva custodita presso le sale reperti dei Comandi Stazione e dei Nuclei Operativi di presidio nella Capitale. Una volta ottenuto il decreto di distruzione da parte dell’Autorità Giudiziaria, la droga è stata trasportata all’inceneritore sotto la scorta vigile dei Carabinieri. Giunti presso l’impianto di smaltimento, e dopo aver messo l’area in sicurezza con una attenta e costante vigilanza armata, i militari si sono occupati direttamente delle operazioni di smaltimento dello stupefacente vigilando l’impianto fino a quando anche l’ultimo grammo di droga non è caduto nel forno. Sono state 1334 le persone arrestate per spaccio di droga dai Carabinieri del Gruppo di Roma nell’anno 2012. Quest’anno invece, dal primo gennaio, sono già 850 gli arresti eseguiti dai Carabinieri nelle piazze della Movida e nelle strade della Capitale.

OSTIA – ARRESTI DEI CARABINIERI PER DROGA E ARMI

Continua incessante l’attività dei Carabinieri del Gruppo di Ostia, che, nelle ultime ore, sono stati impegnati in due attività finalizzate al contrasto del traffico di stupefacenti e dell’illegalità diffusa. In particolare, tre italiani di età compresa tra i 37 ed i 48 anni, già conosciuti alle forze dell’ordine, sono finiti in manette poiché raggiunti da un’ordinanza di applicazione di misura cautelare emessa dal G.I.P. di Roma con l’accusa di detenzione illecita di sostanze stupefacenti. Il provvedimento dell’Autorità Giudiziaria scaturisce dall’attività portata a termine nei primi mesi dell’anno dai Carabinieri del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia che stavano indagando su un’organizzazione dedita allo spaccio di droga nella zona di Ostia Nuova. Durante le indagini i militari avevano già arrestato in flagranza di reato altre 2 persone e sequestrato oltre 3 kg. di hashish

Nell’ambito dell’attività di controllo del territorio, i Carabinieri hanno arrestato altre due persone di 27 anni e 41 anni, anche questi già conosciuti alle forze dell’ordine, responsabili di detenzione illegale di armi e stupefacenti. I militari del Nucleo Investigativo del Gruppo di Ostia li hanno sorpresi mentre tentavano di nascondere una borsa al cui interno è stata rinvenuta una pistola cal. 7.65 in ottimo stato, 2 caricatori e 21 proiettili, provento di un furto commesso nel 2011, e mezzo chilo di cocaina purissima. Inoltre, le perquisizioni scattate nelle rispettive abitazioni, hanno consentito di sequestrare materiale per il taglio ed il confezionamento della cocaina. Spetta al laboratorio della sezione balistica del R.I.S. di Roma verificare se la pistola possa essere collegata a recenti o passati fatti di cronaca. Per i due arrestati si sono aperte le porte del carcere di Regina Coeli, dove rimarranno a disposizione dell’Autorità Giudiziaria.

PRENESTINA – SIMULANO LAVORI IN CORSO POSIZIONANDO TRANSENNE INTORNO AD UN TOMBINO E SFILANO 700 KG DI RAME DAI CAVI DELLA TELECOM. IN TRE SCOPERTI E ARRESTATI DAI CARABINIERI.

Avevano posizionato delle transenne intorno ad un tombino in ghisa di proprietà della Telecom, poi, da bravi e diligenti operai, hanno indossato caschetti di protezione e pettorine catarifrangenti prima di calarsi nel condotto. Quegli “onesti” lavoratori, in realtà, stavano cannibalizzando la rete sotterranea di cavi della Telecom per estrarne il prezioso “oro rosso”. Quando i Carabinieri del Nucleo Radiomobile di Roma li hanno sorpresi, i finti operai, due italiani di 40 e 44 anni ed un cittadino romeno di 32 anni, erano già riusciti a caricare su un furgone parcheggiato poco distante il “cantiere” circa 700 Kg di rame. La preziosa merce, una volta venduta al mercato clandestino, avrebbe fruttato alla banda 3.500 euro. I cavi in rame sono stati recuperati e affidati ad un assistente tecnico incaricato dalla società Telecom mentre gli arrestati sono stati trattenuti in caserma in attesa del rito direttissimo

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