Serrone, intitolata la piazza a Mons. Mario Proietto. Ricordato il parroco della parrocchia di San Pietro per 40 anni (guarda le foto)

E’ stato il Cittadino Onorario di Serrone il Cardinale Darìo Castrillòn Hojos, a scoprire e benedire la lapide per l’intitolazione della Piazza a Mons. Don Mario Proietto, parroco di Serrone dal 1958 al 1998.

E’ stato il Cittadino Onorario di Serrone il Cardinale Darìo Castrillòn Hojos, a scoprire e benedire la lapide per l’intitolazione della Piazza a Mons. Don Mario Proietto, parroco di Serrone dal 1958 al 1998.

Ad accompagnare Sua Eminenza, che nuovamente si è proclamato “vice parroco”, il Parroco Don Primo Martinuzzi, il vice Parroco Don Piero, il Sindaco Natale Nucheli, accompagnato dal vice Sindaco Gabriele Lolli e dall’assessore Bruno Pagliaro.

Ad accoglierlo in paese è stata la piccola e simpatica orchestra della Scuola Media di Serrone che si è esibita per il Concerto di Natale grazie agli insegnanti: di Flauto: Elena Girolami e Francesco Polletta, di clarinetto: Michele Carrere, di Chitarra: Valerio Fazio e di Pianoforte Emanuela Carnevale. Insieme hanno suonato “l’Inno dello Scalambra” del compianto maestro “Manlio Steccanella”, ad ascoltare il concerto anche il dirigente dell’Istituto comprensivo di Serrone Prof. Tommaso Damizia.

Molto interessante è stata la rilettura della lettera spirituale che ha lasciato Don Mario, scritta nel lontano 1991, da parte del vice parroco Don Piero. E' stato Don Mario a volere la sezione distaccata delle scuole Medie di Paliano (oggi Istituto Comprensivo di Serrone). E’ stato il testimone autorevole per lo Sviluppo turistico di Monte Scalambra. E’ stato colui che insieme all’Ing. Francesco Leone ha fortemente voluto la statua della Madonna della Pace sul Monte Scalambra ed a far proclamare Santuario la sottostante chiesetta. Ed è stato il primo parroco a dare la benedizione al primo Presepe Etnografico a Grandezza Naturale che ancora oggi viene installato lungo le vie del paese, presepe che è diventato il più lungo e originale d’Italia ed ha investito tutto il paese.

Insomma, un parroco che ha lavorato moltissimo per il paese che gli ha dato i natali, ultimo parroco locale che ha avuto anche l’umiltà di scrivere nel suo testamento spirituale: “Caro popolo Serronese, mentre ti ho sempre amato, ho ricevuto da te tante critiche, tanti dispiaceri, tanto dolore. Ti perdono. Caro Popolo”. Però, Don Mario, come è stato sempre chiamato in paese anche dopo la nomina a monsignore, ha lasciato dei segni davvero indelebili ed è stato giusto dedicargli una piazza con una certa solennità evidenziata anche nei discorsi del Parroco attuale Don Primo Martinuzzi e di Sua Eminenza venuto a Serrone, non come cardinale ma “come vice parroco” che ha conosciuto Don Mario da Prefetto della Congregazione del clero. Noi ricordiamo ancora quella sera quando insieme a Don Davide Solano Carpio l’arcivescovo Castrillon venne a Serrone a visitare la prima edizione del Presepe. Sua Eccellenza si volle fermare in casa di Don Mario a portargli il saluto. Eravamo nel lontano Natale 1997.

Poi a Febbario del 1998, l’arcivescovo Castrillon fu proclamato Cardinale dal beato Giovanni Paolo II, lo stesso giorno all’Ospedale di Anagni, Mons. Mario tornava nella casa del Padre. Un concatenarsi di eventi che hanno segnato la storia del paese.

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Giancarlo Flavi

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