L'assassino di Samanta Fava, murata in una cantina, non andrà mai in carcere

Tonino Cianfarani di Sora, condannato a 25 anni di reclusione per aver ucciso la sfortunata 38enne, resterà definitivamente agli arresti domiciliari. Lo ha stabilito il tribunale di Sorveglianza.

Non andrà in carcere nonostante la condanna definitiva a 25 anni inflitta in tutti e tre i gradi di Giudizio. Tonino Cianfarani, il manovale di Sora, cittadina in provincia di Frosinone, accusato di aver ucciso e poi murato in una cantina Samanta Fava, la cantante 38enne residente nella cittadina volsca e scomparsa nell'aprile del 2012, per i giudici del tribunale di Sorveglianza, non può affrontare il regime detentivo. E' gravemente malato e per questo necessità di cure particolari. I giudici capitolini, però, ogni anno faranno sottoporre l'uomo ad un controllo specialistico. 

La vicenda

Tonino Cianfarani, arrestato nel giugno del 2013 ha trascorso in una cella del penitenziario di Cassino poco meno di tre anni. Poi con il presentarsi della malattia il suo legale di fiducia, l'avvocato Ezio Tatangelo, è riuscito ad ottenere il beneficio dei domiciliari.

Il corpo mummificato trovato in un sacco di plastica

L'omicida di Samanta venne incastrato dalla Polizia di Stato coordinata dal Sostituto Procuratore Alfredo Mattei, grazie ad una vera e propria attività di intelligence: Samanta Fava era sparita nel nulla dopo aver incontrato proprio Cianfarani. E da questo contatto e dai tabulati telefonici che le indagini sono partite in maniera discreta, senza clamore. Per mesi Cianfarani ha fornito al magistrato ed agli investigatori del commissariato di Sora, una serie di versioni false. Senza mai dire come realmente siano andate le cose. A trovare il cadavere della povera donna murato in una cantina di Fontechiari furono i cani molecolari della Polizia. 

L'intuito del magistrato 

Approfittando di una vacanza dell'indagato in Sardegna, il dottor Mattei che non aveva mai creduto alle versioni fornite da Cianfarani, autorizza l'intervento dei cani speciali nell'abitazione presa in affitto dall'uomo. E qui dopo un lungo cercare, in un'intercapedine della cantina, dietro un muro appositamente realizzato, che vengono trovati i resti di Samanta morta di botte.

L'arresto di Cianfarani a Cagliari

Cianfarani viene ammanettato a Cagliari e condotto in carcere a Cassino. Un anno e mezzo dopo l'arresto, l'amico e aguzzino di Samanta viene condannato dalla corte d’Assise del Tribunale di Cassino a 25 anni di carcere per omicidio volontario e occultamento di cadavere. Condanna poi confermata dai giudici della prima sezione della corte d’assise d’appello di Roma e nel 2017 dai colleghi della Corte di Cassazione.

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