Incassano stipendio e pensione di una maestra defunta per oltre 160 mila euro, denunciati in quattro

Figli e nipoti di una donna residente nel Sorano ma insegnante a Frosinone, con la complicità di un direttore delle Poste hanno messo in atto la truffa. Incastrati dalla Guardia di Finanza dovranno restituire l'intero importo

Figli e nipoti avidi incastrati dalla Guardia di Finanza della tenenza di Sora. Quattro le persone denunciate per truffa, abuso ed omissione di atti d’ufficio. Il gruppetto di 'parenti-serpenti', infatti, ha continuato ad incassare la pensione e lo stipendio, che erroneamente veniva elargito dall'Ente preposto, appartenuto ad una ex insegnante, deceduta nel 2017.

La segnalazione

A segnalare la cosa alle fiamme gialle del colonnello Alessandro Gallozzi e del luogotenente Antonio Giorgi, è stata la Ragioneria Territoriale dello Stato di Latina. Gli addetti si sono accorti che un’assistente scolastica originaria del sorano, già in servizio presso un istituto scolastico di Frosinone, in pensione dal mese di agosto del 2009 e deceduta nell’anno 2017, alla data di novembre 2018 risultava ancora destinataria dello stipendio, accreditato con rata mensile su un conto corrente postale alla medesima intestato. 

La truffa 

Inoltre, nel corso del 2018, in epoca successiva al decesso dell’ex assistente scolastica, una persona, utilizzando le generalità della defunta e documenti d’identità ad essa riconducibili, aveva chiesto e ottenuto il trasferimento del conto corrente e del relativo saldo presso un altro ufficio postale. Ad avvenuto trasferimento il saldo del conto corrente, per 84.900, con la complicità del dirigente dell’ufficio postale veniva azzerato attraverso vari prelevamenti effettuati da due persone – già note alle forze dell’ordine per precedenti di polizia -  utilizzando assegni riportanti la falsa firma di traenza della defunta. 

Oltre 160 mila euro la cifra totale

La retribuzione non spettante erogata alla ex collaboratrice scolastica nel periodo da agosto 2009 a novembre 2018, è stata quantificata in 162.154 euro, dovrà essere restituita dagli eredi della stessa, ai quali è stata notificata un’ingiunzione di pagamento da parte della Ragioneria Territoriale della Stato. L’Autorità Giudiziaria contabile ha infine aperto un procedimento per il rilevato danno erariale. 

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