Tangenti per l'illuminazione pubblica: tre ciociari nella bufera

Due imprenditori e un commercialista coinvolti nelle indagini che hanno portato l'inchiesta da Monte S. Giovanni Campano fino in Abruzzo

Tangenti nella pubblica illuminazione, udienza preliminare per trenta indagati. Il pubblico ministero ne ha richiesto il rinvio a giudizio per i reati a vario titolo di associazione a delinquere, corruzione, concussione, ricettazione e turbativa degli incanti . Tra le persone finite sotto accusa l’imprenditore di Veroli Angelo Capogna di 43anni, l’imprenditore Fabio Buccitti di Boville Ernica 45 anni e Danilo Paolini, un commercialista di 50 anni originario de L’Aquila ma residente da tempo nel capoluogo ciociaro.

La vicenda arriva fino in Abruzzo

La vicenda risale a circa due anni fa  quando  l’imprenditore Angelo Capogna, denunciò  in procura questo giro di tangenti e mazzette in cambio di appalti pilotati per la pubblica illuminazione a Monte San Giovanni e a Castro. A seguito di queste dichiarazioni la magistratura avviò le indagini. L'inchiesta era arrivata persino in Abruzzo dove numerose persone, fra politici, amministratori e professionisti finirono sul registro degli indagati. Una vera e propria  tangentopoli marsicana, che orbitava attorno alla pubblica illuminazione

La Sari 2

L'imprenditore Capogna da parte offesa però, era finito tra gli indagati ed era stato accusato di corruzione e turbativa d’asta. Secondo gli elementi raccolti dalla procura l'uomo, titolare della “Sari 2” che si occupava di trasformare la pubblica illuminazione a Led avrebbe adottato, per incassare ingenti quantità di denaro, un sistema molto semplice: offriva ai vari Comuni che aveva contattato la trasformazione dell’impianto di illuminazione a Led, compresa  la manutenzione, per svariati anni. Il Comune doveva versare però all’imprenditore il denaro per il pagamento della bolletta Enel. Così facendo l'uomo avrebbe intascato dalle amministrazioni ingenti somme in quanto le spese di energia elettrica con il nuovo impianto si dimezzavano.

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L'udienza preliminare a marzo prossimo

Ad allargare i suoi “orizzonti” Danilo Paolini il commercialista ed un politico della zona di Avezzano che lo avevano messo in contatto con gli amministratori di altri Comuni per ottenere l’appalto. Il tutto secondo le accuse, in cambio di mazzette. L'altro indagato, l'imprenditore  Fabio Buccitti deve rispondere di ricettazione perché avrebbe emesso una fattura falsa nei confronti della società “Sari 2” di Capogna di 70 mila euro. Fattura che sarebbe stata utilizzata per pagare una tangente. Angelo Capogna è difeso dall'avvocato Giuseppe Dell'Aversano, mentre Buccitti sarà rappresentato dall'avvocato Giampiero Vellucci. Paolini verrà invece difeso dagli avvocati Renato Borzone e Aldo Lucarelli di Avezzano. L'udienza preliminare è stata fissata per il 23 marzo prossimo.

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