Tumulato al Verano il principe Antonello Ruffo alla presenza di Filippo Re dei Belgi

Dopo il funerale nel bosco della Selva, nel cimitero romano l'ultimo saluto alla presenza dei reali del Belgio

E’ stato il Vescovo Paglia a dare l’ultima benedizione  presso il cimitero del Verano a Roma ad Antonello Ruffo di Calabria alla presenza del Re Filippo dei Belgi, salito al trono il 21 luglio 2013 scorso,  della sorella del defunto la regina madre Paola (nella nostra foto esclusiva seduta accanto la barra) con il marito Alberto II, Re fino al 2013, e tutti gli altri famigliari.

Per l’ultimo saluto al Principe Antonello l’intera famiglia si è stretta intorno al feretro del defunto ed oltre alle figlie Domitilla, Claudia, Valentina e Lucio con i rispettivi figli erano presenti anche Umberto e Imara Ruffo, i nipoti Maria Cristina Gasche, Filippo con il figlio Emanuele San Germano insieme a Flavia e Filippo Porcari

La tumulazione

La salma è stata tumulata nella cappella privata vicina al Padre Fulco e alla madre la Contessa Luisa Gazzelli Di Rossana che alla Selva il giorno del matrimonio di Paola fece installare un televisore, per far vedere a tutti gli operai e alle loro famiglie il matrimonio dei reali del Belgio e della futura Principessa di Liegi e da unione poi nacque Filippo, l’attuale Re del Belgio, un fratello e la sorella.

Prima dei funerali, strettamente privati, presso la Cappella del Verano il feretro di Ruffo, nella giornata di domenica, è stato esposto al centro del bosco di querce secolari della Selva ed è stato salutato dagli amici e da tutti coloro che lo hanno sempre rispettato in vita.

Un funerale che ha avuto risalto sulla stampa internazionale, soprattutto quella belga, che ha dato ampio risalto alla morte del “Principe degli uccelli, per dirlo alla Flora Antonioni, oppure all’Uomo che spostava le colline cosi come era stato chiamato dalla scrittrice Giusy Colmo.

La storia del Parco Uccelli della Selva di Paliano   

Certamente  il Principe Ruffo è stato un personaggio controverso che dell’ambientalismo aveva fatto la sua battaglia, riuscendo anche vincerla con creazione  di una barriera di 500 metri intorno al perimetro del Parco per salvare gli uccelli che era andato a prendere anche in Asia.

Oggi, quei 526 ettari di terreno che il Principe Fulco Ruffo di Calabria, coadiuvato da Nazzareno Pecchi (neno) acquistò nel lontano 1926 per farne una grande azienda agricola, ceduta poi al figlio Antonello e portata avanti tra mucche e pecore da latte per essere trasformata nel lontano 1973 in Parco Uccelli, funzionante fino al 2000, nei 44 ettari immersi nel verde e con ben 8 laghi all’interno. Negli anni 2000 iniziò il periodo buio dei tanti problemi e dei debiti con le banche che portarono tutto al decadimento.  La Regione con la Polverini Presidente su spinta dell’allora sindaco di Paliano Sturvi intervenne con l’acquisto di una consistente parte di terreno di circa 188 ettari. Poi arrivò Zingaretti e la regione a guida Pd e del futuro della Selva si perse ogni traccia alla vendita all’asta divisa in 4 lotti acquistati dai privati negli ultimi mesi. Oggi la parte comprata dal noto industriale del cemento Umberto Schina ha avuto un consistente miglioramento, le altre sono quasi del tutto abbandonate.

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