Valle dei Santi, rinvenuti fusti interrati lungo le sponde del fiume Garigliano

A far emergere una trentina di contenitori, colmi di materiale di dubbia provenienza, è stato un vasto incendio: indaga la Procura. L'appello di Daniele Marandola

I fusti interrati

Una trentina di fusti, contenenti materiale liquido ora da esaminare, sono venuti alla luce lungo le sponde del Garigliano, tra i comuni di Rocca d'Evandro e Sant'Andrea sul Garigliano, dopo un vasto incendio. A fare la scoperta sono stati alcuni volontari che hanno immediatamente allertato i Vigili Urbani di Rocca d'Evandro.

Il ritrovamento

La scoperta ha lasciato sconcertati coloro che in quel momento erano intenti a salvaguardare la flora e la fauna del secondo fiume più importante del Lazio e della Campania. L'area è stata ora circoscritta e sequestrata. La Polizia Municipale ha inviato in Procura a Cassino una dettagliata informativa che sarà ora esaminata dal magistrato Roberto Bulgarini Nomi su delega del procuratore capo Luciano d'Emmanuele. Se il contenuto dei fusti, una volta esaminato, dovesse risultate di natura estremamente pericolosa, potremmo parlare per la prima volta di un rinvenimento concreto, nel basso Lazio e nell'alto Casertano di materiale altamente inquinante. 

Le indagini

Il fiume Garigliano attraversa per intero la Valle dei Santi con i comuni di Sant'Andrea, Sant'Ambrogio, Sant'Apollinare e San Giorgio a Liri e conclude il suo lungo tragitto nel mare Tirreno. Se i fusti rinvenuti, probabilmente seppelliti in quel luogo da almeno venti anni, dovessero risultare tossici la Procura potrebbe aprire un fascicolo, al momento contro ignoti, per il reato di 'disastro ambientale'.

Le reazioni

Il ritrovamento ha suscitato clamore e timore tra i residenti del paese e di coloro che vivono nella limitrofa Valle dei Santi, zona interamente attraversata dal fiume Garigliano. A farsi portavoce di questo malessere è stato il consigliere comunale di Rocca d’Evandro, Daniele Marandola che da anni si batte per l’Istituzione, nella Regione Campania, di un registro dei tumori. “Il casuale ritrovamento sotterraneo in località Mortola, di una ventina di Bidoni contenenti materiale di difficile identificazione, non si escludeno olio industriale e residui di catrame. Dallo stato dei bidoni si pensa ad un interramento risaliente almeno ai primi anni ’90. Prima abbiamo pensato a stilare un’informativa consegnata alla Procura e corredata anche di materiale fotografico, ora presteremo particolare attenzione al monitoraggio dell’intera zona. Perché non escludiamo altri sversamenti illeciti di questa importanza. Ma intanto continuo ad invocare l'istituzione di un registro dei Tumori. Strumento di ricerca e prevenzione che appare sempre più indispensabile sul nostro provato territorio”.

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